Il supermercato? Un piccolo mondo di pratiche di vita quotidiana

In questi giorni sto lavorando per un piccolo istituto di ricerca che ha come cliente una nota azienda italiana che produce cioccolato (mmmm che buono!) e tante altre cose buone.
Mi hanno chiesto di fare shadowing in alcuni ipermercati qui in zona.
Non so quanto sia noto questo metodo alla gente comune, ma forse ciascuno di noi almeno una volta nella vita ha avuto l’impressione di essere osservato in maniera insistente da qualcuno mentre si trovava in procinto di fare un acquisto di qualunque genere.
Ecco, probabilmente era il consumatore x entrato proprio nel minuto n, in cui doveva partire un track per un povero ricercatore field messo lì con una cartellina, un orologio casio, molti fogli e una penna a segnare ogni suo movimento.
Praticamente lo shadowing sarebbe la versione “commerciale” dell’osservazione non partecipante, avvalendosi di una scheda di rilevazione, nel mio caso molto rigida, su cui annotare ogni variazione, interazione, spostamento nella relazione con i prodotti, avendo come unità di tempo i secondi (e non scherzo!).
Forse è ancora presto per fare un bilancio, però devo dire che in generale l’esperienza è stata interessante e, nonostante qualche punto critico, estremamente positiva.
E si perché l’impegno è di otto ore, spesso fino a tarda sera, con una pausa molto breve, per delle track (osservazioni) molto lunghe, con un livello di attenzione elevatissimo.
Risultato? Caviglie e schiena a pezzi, mani paralizzate (quella per scrivere e quella per sorreggere la cartellina), infiltrazioni alle ossa (causa aria condizionata) e tanta voglia di gridare ai consumatori più indecisi “basta! Scegli questo e andiamo in cassa!”.
Però il tutto è ripagato da un’esperienza sociologica impareggiabile.
Il supermercato è davvero un piccolo universo in cui hai a disposizione la varietà del genere umano (in fondo tutti dobbiamo procacciarci il cibo), all’interno del quale puoi testare i tratti della  personalità, studiare le relazioni umane, comprendere le dinamiche di coppia e darti alcune risposte esistenziali.
Esistono tanti modi di fare la spesa, ma ognuno ha il suo e sembra quasi riproporre il modello operativo interno della relazione con l’oggetto in generale (direbbe un certo Winnicott).
C’è il deciso, che si muove svelto e furtivo tra i reparti, pronto ad afferrare la merce che già sa di dovere acquistare, sicuro di sé, non usa la lista della spesa, pochi sguardi verso il mondo esterno, inclusi quelli che lo aiuterebbero a risparmiare un po’.
C’è l’ipercinetico, che si [...]

Leggi tutto l'articolo