Il tennis secondo... Schumann!

Sono passati più di centocinquant'anni da quando Robert Alexander Schumann, compositore, pianista e musicologo tedesco, scrisse le famose Regole di vita musicale, consigli per giovani aspiranti musicisti.
Eppure, se penso ai ragazzi che oggi studiano uno strumento, sembrano trascorsi mille anni.
Da bambino, quando mi recavo a casa del mio insegnante di pianoforte, nella sala dove si svolgevano le lezioni, campeggiava un grande poster che recitava: " La formazione dell'orecchio è la cosa più importante.
Esercitati  sin dall'inizio a riconoscere note e tonalità.
La campana, i vetri delle finestre, il cuculo: tenta di cogliere quali suoni producono ".
Ed io ci provavo spesso a cogliere suoni da qualsiasi provenienza.
Seguivano altre sessantasette "regole"  www.laetacorda.com/schumann.html che lasciavano trasparire una triste verità: ai tempi di Schumann la musica era una cosa seria, mentre oggi i consigli del maestro non hanno più senso.
"Se qualcuno ti presenta, per fartela suonare, una composizione che non hai mai visto, per prima cosa percorrila tutta con lo sguardo".
Ve lo immaginate un ragazzo che nel 2014 percorre con lo sguardo uno spartito? Fantascienza.
"Impara prima che puoi le leggi fondamentali dell'armonia".
Come no, da alcuni anni, con il nuovo ordinamento nei conservatori (bene che va) si studia armonia in età universitaria! "Se hai finito la tua giornata di lavoro musicale e ti senti esausto, non costringerti a lavorare ancora".
Meglio riposarsi che lavorare senza piacere e senza freschezza".
Credo che ai nostri giorni una situazione del genere possa capitare a un alunno su cento.
"Non suonare pezzi alla moda.
Il tempo è prezioso, Si dovrebbe disporre di cento vite, se solo si volesse imparare tutto quello che di buono c'è già".
Beh, questa regola, devo dire, che la trasgredivo anch'io...
mi dispiace caro Schumann, ma oggi " River flows in you "  di Hiruma è un pezzo alla moda da diversi anni (dal 2001) ed è lo spartito più scaricato in rete dai ragazzi di oggi! "Devi giungere a sentire una vera ripugnanza per qualsiasi cambiamento apportato ai pezzi dei buoni musicisti, come anche ogni omissione e qualsiasi abbellimento alla moda: questi sono il più grande oltraggio che puoi fare all'arte".
Mi vengono in mente, giusto per citare un esempio , gli arrangiamenti in chiave jazz delle musiche bachiane proposte dal Jacques Loussier Trio: Schumann sarebbe impazzito ascoltandoli.
"Esercitati sin dall'inizio a leggere nelle chiavi antiche, altrimenti tanti tesori del passato ti rimarrebbero [...]

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