Il vero bene

     Amor, ch'a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m'abbandona.
  (Inferno, Canto V vv.
103-105) E’ Francesca che parla, mentre Paolo piange, rivelando, così, la velata tristezza di un sentimento destinato a vagare per sempre nella penombra.
“Mi innamorai della bellezza di costui con una tale intensità che, come vedi, quell’amore ancora non mi abbandona e mi tiene legata a sé”.
Sono le parole di una donna che ha amato, ama e non potrà che amare per sempre, in eterno.
Non è solo un amore passionale, vi è nobiltà d’animo in Francesca.
Questa soffusa grandezza emerge da un atteggiamento di fondo che va oltre l’abbraccio passionale che la stringe a Paolo.
Non vi sono bestemmie sulle sue labbra, non maledice il giorno della sua nascita nè il suo sentimento; parla d’amore là dove regna la più cruda cattiveria.
Chiama Dante cortese e indulgente ma, soprattutto, rivela un animo riconoscente: “ Se Dio ci fosse amico, noi lo pregheremmo di darti pace, perché dimostri di provare compassione per il nostro atroce tormento”.
Se Dio ci fosse amico … In queste parole c’è nostalgia di Dio, della sua amicizia; sono sentimenti di un’anima priva di rancore e dove l’eco di un amore lontano ancora risuona con struggente dolcezza.
Accampo un’ipotesi che ho maturato leggendo e rileggendo questi versi; è una mia interpretazione e quindi va presa con la dovuta cautela.
Paolo e Francesca, stretti insieme in quel volo leggero, sembrano sublimare, cioè andare oltre, la stessa pena infernale.
Vedo, tra le righe, la consueta legge del contrappasso.
Quello che i due amanti avrebbero dovuto fare nella loro vita terrena, lo sperimentano, inutilmente, tra le anime dei dannati.
Dante sembra indicarci la via per vincere e dare compimento ad un amore sbagliato.
Insomma si può incontrare la persona desiderata da sempre nel momento meno opportuno o in uno stato di vita ormai sigillato da una scelta definitiva come quella del matrimonio.
Cosa fare, come comportarci? Se il sentimento è vero va sublimato, deve trovare la sua dimensione in un volo leggero che vuole il vero bene dell’altro.
Ci si può innamorare nel momento sbagliato della persona giusta ma questo sentimento va purificato, deve andare oltre il fisico per toccare i cieli alti dell’amicizia spirituale che rispetta l’altro, il suo stato di vita, l’oggettività di una scelta irrevocabile.
Discorso difficile? Un concetto astratto? Ve lo traduco subito con parole semplici.
Francesca era [...]

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