Il viaggio

                                            Viet Nam, Baia di Halong  -  foto di Perdersy © .
A Maxime du Camp      Il ragazzo, invaghito di portolani e stampe, misura l’universo sul suo sogno più ingordo.
Come la terra cresce al lume delle lampade, e di quanto si scema agli occhi del ricordo!   La fronte in fiamme, un’alba, noi lasciamo la sponda, col cuore colmo di voglie e di rancori amari, e culliamo, seguendo il respiro dell’onda, l’infinito che è in noi sul finito dei mari.
  Gli uni da patrie infami lieti evadono; gli altri da orribili natali; mentre vogliono questi, astrologhi annegati entro due occhi scaltri, fuggir l’esosa Circe dai profumi funesti.
  Per non esser cangiati in bestie, essi s’inebriano di spazio e luce e cieli seminati di braci.
Il gelo e il sole, ai morsi aggiungendo le febbri, lentamente cancellano le stimmate dei baci.
  Ma i veri viaggiatori partono senz’avere né meta né ragione; da un fatale richiamo sospinti, cuori lievi come le mongolfiere, senza sapere perché, dicono sempre: Andiamo!   Presi da brame vaghe e vane come nubi, essi sognano (tale la recluta i mortai!) reconditi piaceri, smisurati e volubili, il cui nome fra gli uomini non risonò giammai.
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  Baudelaire I fiori del male  

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