"Il video hard di Lapo? Valeva 350mila euro". Il fotografo 'Bicio' e le rivelazioni choc in aula

"Quel video valeva 350 mila euro".
Lo ha spiegato in aula il paparazzo Fabrizio 'Bicio' Pensa, rispondendo alle domande del pm Giancarla Serafini nel processo milanese in cui è imputato per tentata estorsione per la vicenda del 'video-ricatto' subito da Lapo Elkann, che lo ha denunciato ed è parte civile.
"Faccio il fotografo - spiega - e se mi trovo tra le mani un servizio faccio le mie valutazioni: quel video avrebbero potuto venderlo al prezzo di 350 mila euro»".  "Non ho fatto nessuna estorsione - ha sostenuto il fotografo nel corso dell'esame - ma ho cercato di portare avanti una transazione lecita".
Nei mesi scorsi, per lo stesso caso, erano già stati condannati con rito abbreviato i fratelli Enrico e Giovanni Bellavista e il padre Renato a pene comprese tra 2 anni e 8 mesi e 4 anni di reclusione per le accuse di estorsione e tentata estorsione in concorso ai danni del rampollo della famiglia Agnelli.
Secondo le accuse, i fratelli Bellavista, autori del video in cui Lapo Elkann apparirebbe vicino a delle 'piste' di cocaina stese su un tavolo, dopo aver ricevuto circa 30 mila euro in una prima tranche avrebbero cercato di alzare la posta con la complicità del fotografo, in passato collaboratore di Fabrizio Corona e già coinvolto nell'inchiesta Vallettopoli, minacciando l'imprenditore di vendere il video a settimanali di gossip.  "Ho preso contatti con Signorini - ha aggiunto Pensa - e in seguito Lapo mi ha contattato chiedendo di non pubblicare il video.
Ho cercato di mediare andando incontro a Lapo e abbassando il prezzo, e ho anche ricevuto delle minacce da parte dei Bellavista".
Si sarebbero quindi accordati sulla somma di 90mila euro, e il paparazzo avrebbe dovuto intascare il 10%.
Enrico Bellavista, cameriere di 31 anni, è stato però arrestato lo scorso dicembre dai carabinieri mentre nella stanza di un hotel a Milano intascava i 90mila euro da un collaboratore di Lapo Elkann.
Si trattava, in realtà, di una trappola organizzata dagli investigatori.
L'inchiesta, in seguito, ha portato anche all'arresto di Giovanni Bellavista e del fotografo 42enne.
"Avevo avuto degli attriti con Lapo ma non avevo motivi di astio - ha sottolineato Pensa - il mio obiettivo era quello di aiutarlo e recuperare il rapporto con lui, ottenendo qualcosa per me senza commettere nulla di illecito".

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