Ilary e Goethe. Ariosto. Nino Rota

Post 852 La Clinton si è signorilmente vendicata delle volgarità che su di lei ho scritto facendomi una spietata corte buona parte della notte.
Il resto della nottata l’ho passata, piccolo salto di qualità, in compagnia di Goethe e delle sue poesie d’amore (amore ingenuo  adolescenziale per Lili Schönemann e senile, e carico di simboliche trasfigurazioni,  per Ulrike von Levetzow): Holde Lili, warst so lang All mein Lust und all mein Sang; Bist, ach, nun mein Schmerz, und doch All mein Sang bist du noch.
  Cara Lilli, fosti a lungo tutta la mia gioia e tutto il mio canto; ora, ahimè, sei il mio dolore, ma resti ancora il mio canto.
(Goethe, Poesie d'amore) ……..
Es schlug mein Herz; geschwind zur Pferde! / Und fort! wild wie ein Held zur Schlacht.
/ Schon stund im Nebelkleid die Eiche / Wie ein getürmter Riese da, / Wo Finsternis aus dem Gestrāuche / Mit hundert schwarzen Augen sah.
Batteva forte il cuore; svelto, a cavallo! E via con l’impeto dell’eroe verso la battaglia.
La sera cullava già la terra, e sui monti scendeva la notte; in una veste di nebbia appariva la quercia come una gigantesca torre, ove dai cespugli la tenebra guardava con cento occhi.
……… Der Abschied, wie bedrängt, wie trübe! / Aus deinen Blicken sprach dein Herz.
/ In deinen Küssen welche Liebe, / O welche Wonne, welcher Schmerz! / Du gingst, ich stund un sah zur Erden / Und sah dir nach mit nassen Blick; / Und doch, welch Glück! Geliebt zu werden, / Und lieben, Götter, welch ein Glück! L’addio, che tristezza, che affanno! ! Dai tuoi occhi parlava il tuo cuore, quale delizia, quale dolore! Tu andavi, io restavo e fissavo la terra e ti guardavo con gli occhi umidi di pianto; eppure che gioia essere amati, che felicità, Dei, amare! Di ben altro tono, anche nella lingua e nella metrica, l’addio del poeta all’adolescente di Lipsia che a Marienbad, lei diciassettenne lui settantaduenne, rifiutando la sua mano, se non la sua corte, si guadagnò l’immortalità: Leidenschaft bringt Leiden! Wer beschwichtigt / Beklommenes Herz, das zuviel verloren? / Wo sind die Stunden, überschnell verflüchtigt? / Vergebens war das Schönste dir erkoren! / Trüb ist der Geist, verworren das Beginnen: / Die hehre Welt, wie swindet sie den Sinnen! (…)  Dolore arreca la passione.
Chi placherà il cuore oppresso, che troppo ha perduto? Come recuperare le ore troppo presto svanite? Inutilmente ti fu offerta la Bellezza suprema.
Cupo è lo spirito, confusa l’impresa: davvero sublime un mondo che spegne i sensi! (…) * E così mi [...]

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