Imagine all the people

Sarà il peggior Natale delle nostre vite? Tutto sembra confermarlo - e chi voleva viaggiare, nei prossimi giorni e mesi, ci ripensa e decide per i mercatini di Natale sotto casa (guardandosi le spalle anche lì) e Parigi, la città della luce e la più fitta di turisti all over the world, che sembra una città fantasma.
E le economie che sembrava ripartissero, sia pure con lo 'zero virgola', ora tornano a languire e per le strade delle città italiane è tutto un fiorire di cartelli nelle vetrine dei negozi vuote di 'Cedesi attività' e non si capisce dove trovassero e sbattessero in cronaca i loro dati economici ottimistici e in quale modo truffaldino trascurassero le altre notizie, - oggi imperanti in cronaca e nei 'talk shows' sul 'disagio sociale delle banlieues che genera terroristi' -, i sostenitori della tesi che gli immigrati portano ricchezza e porte aperte per tutti, venite parvulus nel paese dell'Inno alla Gioia che lo cantiamo tutti insieme a gole spiegate, il futuro è nostro.
E, invece, eccoci tutti al Père Lachaise o in piazza san Marco a cantare mestamente la Marseillese del nostro scontento e della nostra improbabile riscossa dei 'valori' laici e occidentali e consolarci con l'utopia dolcemente buonista de: 'Imagine all that people'.
Tutti affratellati dal rispetto della legalità repubblicana e della libertà di stampa e di parola di Charlie Hebdo.
E davvero non abbiamo nessuna idea – non ce l'ha nessuno dei presenti s-governanti e leader di partito di questa Europa fragile e impaurita e in affanno – di quale sarà il nostro futuro e come evolverà la bella Europa che la nostra generazione ha visitato in lungo e in largo forgiandola, faticosamente, 'a nostra immagine e somiglianza'.
Non ce l'ha Renzi e la sua compagine di s-governo, armata Brancaleone che, nel concerto europeo di 'stringiamoci a coorte' e armiamoci e partiamo contro la maledetta Isis (o Daesh, fate voi), si tira indietro e pronuncia i balbettanti distinguo sulla tradizione italiana del restarne fuori e non compromettere i rapporti con la Libia (peggio di così!?) e sperano e si toccano di sotto che le città italiane, Roma in testa, vengano risparmiate dall'ondata di attentati e di morti sulle strade e nei caffè e nei teatri che ha colpito la Francia, ma è esorcismo di apprendisti stregoni ridicoli, ahinoi, come lo è l'elargizione dei cinquecento euro per finalità di accrescimento culturale dei nostri giovani e qui siamo alle comiche, alle tragi-comiche.
Come se 'il disagio sociale delle banlieues' e dei foreign fighters [...]

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