Imagine all the people Living for today...

    L'altra sera mentre salivo nell'autobus per tornare a casa e dopo aver dato un’ occhiata in giro in cerca della “perfetta sconosciuta” che non c'era (...capirete leggendo la fine del post), ho tirato fuori il telefono, ho messo le cuffie e ho acceso la musica (scelta in base all’umore).
L'ho ascoltata durante una ventina di minuti, nel tragitto, mentre l’autobus mi portava via dal caos e dai rumori frenetici della città.
A dire la verità non è una mia caratteristica, lo fanno tante persone… forse la maggior parte.
… Persa in quest’osservazione, ho iniziato a pensare che siamo diventati asociali e che ci fu un tempo, non così lontano poi, dove si chiacchierava facilmente con il o la perfetto/a sconosciuto/a seduto/a accanto o di fronte…si parlava un po’ di tutto, si offriva volentieri una parola di conforto ad una persona anziana e sola, qualche volta ci si corteggiava .
Era solo il tempo di un tragitto in autobus, però di solito si scendeva alla fermata col sorriso, felice comunque di aver trovato il modo di “comunicare” e di “condividere” un attimo di VITA con qualcuno.  Ricordo che gli uomini ti facevano salire o scendere prima, che si alzavano per donarti il sedile…e poco importava la tua età o il tuo aspetto fisico, era una questione di stile e di educazione; la gente aspettava che tutti fossero scesi prima di salire. Adesso è tutto così diverso…adesso ci si fa insultare per un niente , nessuno si alza più per donare il sedile ad una persona anziana o ad una donna incinta oppure ad un infortunato che si è rotto la gamba e bisogna perfino stare attenti a non farsi camminare addosso quando si vuole scendere dall'autobus (e sì perché alcune volte, risulta essere un vero percorso del combattente! ).
Allora a questo punto è triste da dire, ma si perde proprio la voglia di essere indulgente, tanto non si è mai o poco ricambiati…ecco beh, resta una sola cosa da fare…tirare fuori il telefono, mettere le cuffie e perdersi nei propri pensieri…lontani da quest’agitazione, lontani dallo stress e dai problemi e, al contrario di ciò che si pensa, non lo si fa per isolarsi ma per “proteggersi”.
Lo si fa per dimenticare, per ritrovare se stesso e possibilmente, per sognare ancora un po’.
Considerando questo fatto, mi sono accorta che la musica diventa una vera complice, perfino una specie di rifugio per le tante altre Anime che, come capita ogni tanto anche a me, hanno un disperato bisogno di evadere dalla frenesia di questa società.
Devo essere onesta però [...]

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