In Avatar è racchiuso tutto il fascino e l'inquietudine del post-umano

L’applauso scatta spontaneo alla fine del film, quando ancora nessuno ha tolto gli occhiali per la visione in 3D (che funzionano senza dare fastidio neanche messi sopra agli occhiali da vista): quasi tre ore incollati alla sedia, più che un film è un’avventura personale, proprio per quegli effetti speciali e le fantastiche immagini tridimensionali che catturano e trasportano sul pianeta Pandora chiunque le guardi.
Con il suo ultimo capolavoro James Cameron ha assicurato lunga vita al cinema: Avatar è una storia da raccontare in tre dimensioni e su grande schermo, un film impossibile da gustare sulle TV di casa, ultimi modelli schermo piatto compresi; e visto che sempre più registi utilizzeranno le nuove tecniche di cui Cameron ha fatto man bassa, saremo costretti a tornare sempre più spesso nei cinema multisala.  La trama, di per sé, ha poco di originale.
Come è stato già scritto, è molto Pocahontas e Balla coi Lupi, con un po’ di Braveheart, Apocalypse Now ed altro ancora, comprese le tracce della guerra in Iraq: un popolo tecnologicamente primitivo (i Na’vi) che vive in armonia con la natura in terre remote (il pianeta Pandora, anni luce dalla Terra), rischia di essere spazzato via da cattivi senza cuore (gli umani) che vogliono appropriarsi di un prezioso minerale di cui i territori Na’vi sono ricchi.
Un manipolo di coraggiosi (umani) guiderà alla vittoria finale le genti minacciate, con tanto di epica battaglia conclusiva.
Ma evidentemente lo schema narrativo si ripete nel tempo perché funziona e convince; per esempio i buoni e i cattivi, come in ogni favola che si rispetti, sono immediatamente riconoscibili, senza ombra di ambiguità né giustificazioni psico-sociologiche: non c’è una famiglia violenta alle spalle a giustificare la ferocia del colonnello, in Avatar, così come non c’era un’infanzia difficile a spiegare quanto fosse maligna la strega di Biancaneve.
Non manca neppure la storia d’amore fra due personaggi che inizialmente appartengono ai due schieramenti contrapposti; e se gli abitanti del pianeta Pandora non sono tratteggiati con la genialità sofisticata dei Cavalieri Jedi e degli avventori del Bar di Guerre Stellari,  con cui il paragone è d’obbligo, hanno però un loro fascino: enormi e sinuosi, i Na’vi  sono  umanoidi blu, vivono in un ambiente meraviglioso popolato da creature incredibili, un pianeta che possono sorvolare in sella a bestie volanti simili a draghi, dove le montagne sono sospese nell’aria, gli alberi sono enormi e quasi magici, un trionfo [...]

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