In Treatment in versione italiana: apoteosi del format da Il manifesto

L’episodio d’apertura della fiction In Treatment, superba serie americana, è lo studio e la dissezione di un pianto femminile.
La paziente piange, il terapista la incoraggia a piangere, la paziente si pente di aver pianto.
Il motivo del pentimento sta nella ragione del pianto stesso che non è quella che viene dichiarata in apertura, ma quella che si scopre in chiusura.
Il canale Sky ne ha fatto una versione italiana, anche se non è chiaro perché.
Le opere possono essere re-interpretate, naturalmente, ma la versione di Sky non è un’interpretazione: è una copia recitata da attori italiani, come fosse il format di un gioco a premi.
La prima puntata ha la regia di Saverio Costanzo ed è interpretata da Sergio Castellitto e Kasia Smutniak.
        L’episodio americano si apre con un primissimo piano della giovane donna che piange; l’episodio italiano si apre in modo identico.
L’alternarsi delle inquadrature, la scenografia (fin nei dettagli del modellino di barca a vela e della macchina per fare il caffè americano) e la recitazione stessa sono un’imitazione senza alcuna nota originale della versione americana.
Il risultato è una specie di balbettio narrativo, perché si può rifare con successo solo reinventando.
Nella versione italiana non solo non c’è reinvenzione ma ci sono dei piccoli errori e delle grossolanità portate le une dal tentativo di diversificare la recitazione (Castellitto in particolare si è trovato nella difficile posizione di dover ripetere l’interpretazione di Gabriel Byrne, un chirurgo della recitazione sottile con il risultato che la Smutniak sembra dare una interpretazione più convincente) e le altre dovute a piccole aggiunte di sceneggiatura che involgariscono la leggerezza tragica della versione americana.
La paziente è innamorata del terapista e quest’innamoramento si rivela solo alla fine.
Mentre Byrne recita l’intero episodio navigando lentamente in una sorta di lago ghiacciato che gli permette solo il movimento degli occhi e qualche leggero gesto con le mani, Castellitto sembra mostrare solo del disagio e una certa freddezza.
Di fronte alla confessione della donna, Byrne sceglie di toccarsi le mani, e in particolare gioca con la fede – segno che sta mettendo in discussione la sua relazione con la moglie; anche Castellitto si tocca le mani, ma, tanto per variare, gioca con i polpastrelli – segno, normalmente, di noia o di impazienza.
L’impazienza del terapista emerge anche in alcuni punti della versione italiana (incomprensibile, se si pensa che il [...]

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