In dialogo con un sito di teologi moderni...

 Cari amici di DISF, dal prof.
Gaspare Mura ho avuto l'indicazione del vostro sito e leggendone qualche articolo ho avuto l'impressione che voi vogliate fare sul serio il dialogo con la mentalità atea e scettica che tanto caratterizza il nostro tempo.
Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, scomparsa da qualche anno, era solita nelle sue conversazione presentare questa "vulgata" del rapporto tra Dio e il Mondo.
Dio per amore ha creato il mondo, sempre per amore ha inviato suo figlio Gesù che ancora per amore è morto sulla croce per i nostri peccati.
Non credo che il pensiero della Lubich si discosti moltissimo dal pensiero ufficiale della teologia nel pensare il rapporto tra Dio e il mondo.
A livello filosofico (almeno la filosofia di indole cristiana) e teologico si possono fare tante affermazioni: esiste l'anima, c'è stata la creazione, immaginare la pericoresi della Trinità, l'incarnazione, la resurrezione della carne e via discorrendo.
Il pensiero cristiano ha avuto questa possibilità e l'ha sfruttata "alla grande"! Ma da quando è iniziata l'investigazione scientifica sui dati naturali, sono iniziati i "guai" per la visione teologica.
Da Darwin in poi emerge un quadro naturale terrificante: una "struggle of life" senza quartiere, la sopravvivenza del più forte e del più adatto, la selezione naturale come chance evolutiva.
Di fronte a questo "stato dell'arte" con quale "faccia" andiamo a parlare di un progetto di amore intellegibile che quest'Essere onnipotente avrebbe avuto nei confronti del mondo e dell'umanità? Ha un senso per l'uomo di fede che circa il 90% delle specie viventi si siano estinte? Ha un senso per l'uomo di fede che i Dinosauri siano scomparsi? Ha un senso per l'uomo di fede che la specie "nehandertalensis" non ci sia più? Ha un senso per l'uomo di fede che le zanzare esistano ancora? Ha senso che sulla Terra ci siano terremoti, tsunami ed eruzioni che sconvolgono la vita di migliaia e migliaia di persone? Come si fa a conciliare onestamente il Dio che Gesù ci presenta nei Vangeli che conta perfino i capelli del nostro capo e si cura delle nostre più elementari necessità con quello che è avvenuto e tuttora avviene nella realtà? Sono queste le domande a cui la teologia, che è l'intelligenza della fede, deve cercare di rispondere senza attuare la politica dello struzzo, che per non farsi vedere, ficca la testa sotto terra.
L'iniziativa del sito è lodevole e qualche articolo mi sembra che non "imbrogli" sui dati, speriamo quindi che la ricerca della "verità" sia portata [...]

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