In digiuno con don Albino

Caro don Albino, sabato prossimo sarò al tuo fianco nel digiuno per la pace.
Non è la prima volta che condividiamo azioni e progetti, e nel corso degli anni ho imparato a stimarti per la tua sete di giustizia, per la tua perseveranza, per la tua volontà di assumere rischi personali, per il rispetto che dai ad ogni essere umano, inclusi i tuoi oppositori.
Le ragioni per contrastare lo sviluppo della nuova base militare a Vicenza sono note e consistenti: sommarizzando, dai punti di vista economico, ambientale e sociale si tratta di un disastro assolutamente da evitare, e tanto potrebbe bastare per la mia adesione alla tua iniziativa.
Ma c’è anche altro.
Ci sono domande che richiederebbero risposte meno evasive o bugiarde di quelle fornite sino ad ora da chi siede nelle stanze dei bottoni.
Chi ha veramente bisogno del Dal Molin? Perché l’Italia deve investire danaro e risorse, tra l’altro nel pieno di una crisi economica, per qualcosa del genere? Abbiamo un’idea di futuro, per i nostri bambini, che preveda qualcosa di meglio del militarismo, del machismo, della violenza, della guerra? “Cambiare il mondo” è una locuzione ipocrita e falsa se le nostre azioni personali non riflettono la volontà di cambiamento nelle nostre vite.
E ciò diventa particolarmente vero per me, che rivesto un ruolo pubblico ed ho il dovere di rappresentare le speranze, i bisogni, le idealità di coloro che rappresento, ed il dovere di curarmi, a beneficio di tutti, del territorio in cui viviamo.
Per avere un nuovo mondo migliore dobbiamo sforzarci di essere persone migliori in esso: grazie di avermi persuaso a questo e di avermi mostrato, in concreto, il potere disarmante della lotta nonviolenta.
Abbi cura di te, don Albino, il lavoro è appena cominciato, hai ancora molti altri cuori da toccare.
Con affetto, Stefano Dall’Agata Sinistra e Libertà - Cons.
Provincia di Treviso

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