In nome del sincretismo

Lui antropologo, sudanese e musulmano.
Lei irlandese e cattolica.
Un'unica figlia che a sette anni volle essere battezzata per sentirsi come i compagni.
La storia che unisce Abdullahi Osman El-Tom e Sheila Power è una storia di convivenza interreligiosa perfettamente riuscita.Uniti in matrimonio con rito civile, i due hanno smesso col tempo di frequentare la chiesa e la moschea; chi sostiene che il sacro divide dovrà ricredersi, almeno in questo caso.
Tuttavia l'eccezione non fa la regola: a cinquecento anni esatti  dall'affissione delle tesi di Lutero, siamo ancora a discutere di intolleranze religiose, a fronte peraltro delle nuove guerre di religione.
Ne usciremo? Non credo. Ma a proposito dell'unione di Abdullahi e Sheila una domanda me la pongo: la loro felicità è un miracolo di Dio o di Allah?

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