In ricordo delle vittime delle migrazioni

  · Gli episcopati di Messico e Stati Uniti si incontreranno alla frontiera · 11 marzo 2014    I vescovi degli Stati Uniti e quelli del Messico si incontreranno dal 30 marzo al 1° aprile prossimo alla frontiera tra i due Paesi (a Nogales, nello Stato dell’Arizona) per camminare insieme lungo il confine tra le due nazioni, dove negli ultimi anni sono morti circa seimila latinoamericani che cercavano disperatamente di oltrepassare la frontiera e raggiungere gli Stati Uniti.
Martedì 1° aprile, alle ore 9 — rende noto il sito della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb) — è prevista una concelebrazione eucaristica presieduta dai vescovi statunitensi e messicani in memoria delle migliaia di persone morte cercando una vita migliore.
La maggior parte delle vittime si registrano in Arizona, perché l’aumento delle misure di sicurezza di confine nelle aree urbane di California e Texas ha costretto i migranti a intraprendere una rotta più pericolosa, che passa attraverso il deserto dell’Arizona.
Nella zona di frontiera di Tucson, per esempio, i migranti trascorrono giorni a camminare nel deserto arido, rischiando la disidratazione.
L’iniziativa dei vescovi, espressamente ispirata alla visita pastorale di Papa Francesco sull’isola di Lampedusa dello scorso luglio, è stata promossa dalla Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale degli Stati Uniti.
«Lo scopo di questo viaggio — si legge in un comunicato della Usccb — è quello di porre l’accento sulla sofferenza umana causata da un sistema migratorio fallimentare, questione che nel dibattito nazionale sull’immigrazione è stata spesso sottovalutata».
Monsignor Eusebio Elizondo, vescovo ausiliare di Seattle e presidente della Commissione episcopale per le migrazioni, nel sottolineare il tema centrale della “dimensione umana dell’immigrazione”, afferma che la questione «riguarda soprattutto gli esseri umani» e non soltanto questioni di natura economica e sociale.
«Quanti sono morti o vengono deportati quotidianamente — ha spiegato il vescovo ausiliare — hanno il medesimo valore e la medesima dignità innata che Dio ha donato a tutte le persone.
La frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico è la nostra Lampedusa e ricorda il viaggio di Papa Francesco e le sue parole di condanna della globalizzazione dell’indifferenza e della cultura dello scarto».

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