Incantesimo senza tempo

Lo Specchio - 2^puntata Non aveva fili a cui aggrapparsi, non vi erano pareti dorate.
Ogni cellula le doleva, ogni movimento ne causava un altro, insicuro e sconosciuto.
Il tempo non aveva più valore, prigioniero di mondi antichi e lontani.
“Devo alzarmi e camminare”, pensò.
Intorno a lei la lama dell’errore, solitudine di se stessa, di un’eco senza ritorno.
Gli occhi colmi di lacrime e visioni, si fecero abitudine del presente per guardare nell’Oltre, ciechi di un passato offuscato e caldo.
Non vi erano presenze.
Almeno così le pareva.
Ma non si sentiva sola.
Una leggera luce, di oro e colore, colpì la sua attenzione.
Come attirata da un lampo, ne seguì la scia, limpida e fresca.
Quello che vide, incuriosì il sapere, sete di emozioni.
Uno Specchio.
Schiava di sensazioni piacevoli e puri, lasciò cadere i suoi abiti, agendo di un impulso non suo, e ascoltò le note: “Libera le immagini, sentimenti in difetto, dono di piaceri e ferro”.
Nessuno aveva parlato e pronunciato quelle parole, ma come innate le aveva sentite alzarsi dal suo animo, liberandosi attraverso il cuore e la mente, avvolgendola.
Non sentiva paura, né freddo.
Come un annuncio aspettato, ripeteva quella frase per farsela sua, per carpirne l’essenza.
Prima che la luce si spegnesse del tutto, guardò un ultima volta lo Specchio.
L’unica immagine che di riflesso ne scorse fu la sua figura.
Il suo volto esile e fine, con occhi di smeraldo e labbra sottili.
Non si era visto mentre ascoltava la musica.
Non occorrevano immagini, non ce n’era bisogno.
Ora, il corpo chiaro e sinuoso era leggero, quasi invisibile.
Per quei brevi istanti, rispecchiata nell’Oltre, aveva sentito freddo.
Non era lei, eppure lo era.
La sua copia rinviata da quella superficie al contrario, presagiva colori e pianti, variazioni e concretezze, consapevolezze e ignoto.
Nulla era più come lo era stato, ma non doveva fermarsi, non ora.

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