Incantesimo senza tempo

Anime - 3^puntata Riprese il cammino, debolmente.
Scalza, seguiva il sentiero ignoto di prospettive.
Solo una leggera luce le indicava i passi.
Nella penombra del reale rami ombrosi si insinuavano, graffiandole la pelle, come braccia senza vita, sporche di peccati ripetuti, incuranti del dolore che provocavano.
La paura divenne pietra, difficile da scalfire, e una nebbia limpida e bianca l’avvolse sfiorandole i seni, accarezzandone i lineamenti di donna, brividi di sogni e magia.
Sensuale e colpevole, trasportata da una musica suadente intonò una danza senza pensieri, sinuosa arte di vita senza vite, dove i colori non hanno ragione di essere dove già esistono.
Non voleva più andarsene.
L’incanto la ipnotizzava di sogni non suoi, ovattata da scenografie irreali, unica fiaba senza profumi, padrona di debolezze e bugie.
Perdersi.
Voleva perdersi.
Lo desiderava più di ogni altra cosa.
Ne sentiva i sapori, come una caramella appena scartata, come l’oro.
Ne sentiva l’odore, come il bisogno dell’aria per respirare.
Come schegge di se stessa, le voci di Anime appena sussurrate l’attiravano a sé, in una fitta maglia di ragnatele, in un mondo senza ritorno e verità.
Si sentiva sgretolare, rapita da una incanto sordo e senza sorrisi.
Nel profondo, dalla sua anima, una Voce leggera e pura la raggiunse, acqua di sorgente.
La risvegliò, e accarezzandole una mano ne assaporò energia.
Lei era.
Lei non doveva perdersi.
Lei doveva.
Si sentì stanca, esausta di illusioni.
“La Voce”, pensò.
Sentì nuovamente caldo, Anima tra tante Anime, debolezza tra tante malvagità, sicura nell’amore di non essere sola.

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