Incenso, quel profumo che sale agli Dei

 Incenso, quel profumo che sale agli deihttp://www.laprovinciadisondrio.it:80/online/online.asp?SiglaEdizione=SO&Sezione =TERZA&Bassa=si&Pagina=26&IDNotizia=2267436 Dono solenne dei Re Magi per l'umile nascita di Gesù Bambino, l'incenso, una resina intensa ed evocativa, ancora oggi permea e accompagna la ritualità occidentale.
Durante le cerimonie della chiesa  cattolica, il turibolo ne libera nuvole penetranti.
Dalla notte dei tempi, infatti, si ritiene che inviti l'animo umano ad aprirsi al divino, che lo esorti alla comunione con le vibrazioni celesti.
I suoi piccoli granelli sono giunti in Occidente percorrendo una pista di duemila chilometri, attraverso la quale l'affascinante cultura araba ha viaggiato svelandoci storia e tradizioni legate alle essenze e alle spezie.
La Via dell'Incenso si snodava, infatti, dall'Arabia meridionale, l'Hadramauth, fino a Petra, nell'attuale Giordania.
Le carovane, già nel III sec.
a.C., affrontavano viaggi spossanti per rifornire il Mediterraneo di ciò che era considerata, tra sacro e profano, una tradizione religiosa, oltre che una moda.
Balsamo, grani di mirra, anch'essa offerta in dono dai Re Magi, e altre rarità erano le merci più richieste.
Le spezie e gli aromi divennero insostituibili veicoli della preghiera rivolta al divino e, allo stesso tempo, strumento irrinunciabile di seduzione umana.
Gli arbusti dell'Hadramauth essudavano copiosamente le gocce lattiginose che fuoriuscivano dalla corteccia grazie a incisioni naturali o artificiali.
I granelli essiccati e arsi sui bracieri producevano effluvi intensamente profumati.
L'uso dell'incenso nei rituali sacri è antichissimo.
Gli oli essenziali estratti venivano utilizzati per profumare le statue divine, per imbalsamare i defunti e per disinfettare gli ambienti ospedalieri e, in seguito, vennero usati nella produzione farmaceutica e cosmetica.
L'Occidente, nel I millennio d.C., fu un grande consumatore di incensi e spezie.
L'Arabia meridionale era il maggior produttore di incensi ed era il centro di raccolta di tutte le spezie derivanti dall'Estremo Oriente.
La Via dell'Incenso si snodava dall'Arabia Felix meridionale fino al Nord, nel regno dei Nabatei.
La pista, percorsa in due mesi di cammino, svelava l'incantevole bellezza delle città che si profilavano agli occhi dei carovanieri in tutto il loro splendore: Sana, Dedan, Hegra e Petra, nodo strategico-commerciale dove terminava anche la Via della Seta, erano le più importanti.
Il loro "cuore" era la piazza del mercato, dove i caravanserragli, edificati da abili [...]

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