Inception

  Era da alcune settimane che volevo andarlo a vedere e la spinta mi è stata data da un’amica:” mi è piaciuto così tanto che alla notte ho fatto un sogno simile che mi sono svegliata nel sogno.” Definitivamente da andare a vedere.
Prima di assistere alla proiezioni siamo andati a mangiare udon e donburi in un negozio di cui conosciamo i proprietari e di cui loro si ricordano di noi.
La nonna ha ottantun anni e fisicamente sembra averne una sessantina.
Ci hanno salutato e ci siamo scambiati i complimenti per quanto Elena fosse diventata grande e noi ( io e la la nonna ) fossiamo ancora così giovani.
Oseiji!!! Il film.
Un sogno, in un sogno, in un sogno, in un sogno.
Ma sarà poi tutto un sogno? Ci sono stati soltanto pochi momenti di serenità, il film è consistito per lo più azioni, spari, esplosioni e rallentamenti alla matrix.
La sensazione di colpa che persegue Brad Pitt, la voglia di combattere il potere di Watanabe Ken li hanno resi amici durante la missione.
Il film è iniziato in una casa da gioco dove a mia sorpresa tutti parlavano in giapponese, ovviamente perché il proprietario del sogno era Watanabe Ken.
Già lì la realtà si è fatta subito elusiva.
La possibilità di poter entrare nei sogni degli altri e di riconoscerli come tali è un’idea che colpisce l’attenzione e la fantasia dello spettatore.
La trottola come prova di realtà o di sogno è stata forse il filo conduttore per poi perdersi nella domanda: ma la vita che viviamo è solo un sogno? Il potere di entrare nei sogni degli altri e di parteciparvi forse sarà una prerogativa di un futuro Playstation però l’idea del sogno conscio, o lucid dreaming, è in circolazione da millenni.
Il prossimo film che andremo a vedere? Forse Harry Potter.
 

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