Individuata la galassia più distante e più antica di sempre: 13,2 miliardi di anni luce di distanza

L'occhio dell'uomo si sposta sempre più in là.
Fino a distanze che, trattandosi di misure siderali, diventano anche un viaggi a ritroso nel tempo, fino alle origini dell'universo.
Grazie alle osservazioni del telescopio spaziale Hubble e dell'occhio a infrarossi di Spitzer, gli astronomi della Nasa sono riusciti a scorgere un bagliore rosso ai confini di tutto.Il nome MACS0647-JD, dice poco, se non che è probabilmente la galassia più lontana mai osservata.
Dista da noi qualcosa come 13,2 miliardi anni luce, quindi ora possiamo vedere la sua luce quando ancora l'universo stesso era davvero neonato, perché aveva un'età di circa 420 milioni di anni, appena il 3 per cento della sua attuale età.
MACS0647-JD è un piccolo nucleo ancora in formazione, molto più piccolo della nostra stessa Via lattea.I record si sa, sono fatti per essere superati.
Ed è ciò che è avvenuto anche in questa occasione, fatto salvo che il primato in questione è quello di essere la galassia più antica mai vista.
Infatti se qualche settimana fa segnalavamo una ricerca basata sull’incrocio di dati ottenuti con i telescopi spaziali Spitzer e Hubble, alla quale avevano partecipato anche due ricercatori dell‘INAF, e che aveva portato all’individuazione di una galassia di appena 490 milioni di anni dal Big Bang, cioè “vecchia” di 13,2 miliardi di anni, oggi segnaliamo che quella ricerca non è finita e che gli astronomi hanno ottenuto un altro risultato, spingendosi ancora più in là nel passato.MACS0647-JD, questo il nome della galassia che si trova ad appena 420 milioni di anni dal Big Bang, cioè a 13.3 miliardi di anni luce da noi, una distanza che corrisponde, approssimativamente, ad un redshift pari a 11.
Questa è l’ultima scoperta nell’ambito del progetto CLASH (Cluster Lensing And Supernova survey with Hubble) che utilizza i grandi ammassi di galassie per individuare galassie lontanissime sfruttando l’effetto della lente gravitazionale.“Ci si aspetta di trovare occasionalmente una galassia lontana lontana – afferma Rychard Bouwens dell’università di Leiden in Olanda, coautore della ricerca – sfruttando l’immesso potere dell’effetto della lente gravitazionale, ma questo risultato ha sorpreso anche me e dice molto sulle potenzialità del porgetto CLASH”. La gravità dell’ammasso rende l’immagine della galassia lontana più brillante, come una lente di ingrandimento.
Ovviamente, per quanto possa apparire più luminosa si presenta come un piccolo punto nel ritratto che gli ha fatto Hubble.“L’ammasso di [...]

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