Indycar - St.Petersbrug: i più e i meno

I più: Briscoe: corre da grande campione, lascia sfogare gli altri nella prima fase, poi quando si arriva al momento decisivo prende il comando delle operazioni, si installa in testa, resiste a tutti gl iattacchi e vince...come fanno i campioni;   Hunter-Reay: una settimana prima della corsa era a piedi...corre con la testa, aspetta il momento giusto, e coglie un secondo posto che se non ha del miracoloso poco ci manca...si conferma uno dei migliori interpreti dei circuiti stradali;   Wilson: un weekend al vertice, con uno dei team più piccoli della Indycar le suona puntualmente a team più quotati...sugli stradali è uno degli specialisti...probabilmente non sarà sempre in quelle posizioni, specialmente sugli ovali, ma a St.Petersburg ha dimostrato che si potrà togliere diverse soddisfazioni.
  I meno: Patrick: forse non ha tutti i torti nell'incidente che l'ha messa ko, ma comunque per tutto il weekend non è stata competitiva, sempre indietro...urge sveglia, perchè per ora sugli stradali è un pilota da bassa fascia;   Mutoh: ne centra diversi prima di infilarsi sotto a Wheldon...combina una serie di disastri che rovinano la gara di un paio di avversari...brutto inizio di stagione;   Barrett: lento e di impaccio nei doppiaggi.

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