Infermiera rapisce un neonato Ore d'ansia, poi lo trovano

Il bambino, Luca Cioffi, era nato da appena quattro ore.
La donna ha parlato un po' con la madre, e poi ha detto di dover portare il piccolo in infermeria.
L'allarme e l'appello del padre.
Infine la gioia: "Lo hanno trovato, sta bene".
Arrestata la donna NAPOLI - Il dramma ha tenuto col fiato sospeso tutti, a cominciare dai genitori che hanno subito il rapimento del loro figlio nato da appena 4 ore.
La vicenda si è consumata a Nocera Inferiore (Salerno) e nel giro di qualche ora si è conclusa col sapore dolce del lieto fine.
"Me l'hanno ritrovato", ha gridato il padre poco dopo la mezzanotte, "sta bene e me lo stanno riportando in ospedale".
La donna, di cui poco prima era stato diffuso un identikit, è stata arrestata.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti attorno alle tredici e trenta e le quattordici una donna entra nell'ospedale Umberto primo di Nocera 1 Inferiore con un solo obiettivo: prendere con sè il neonato.
Un bimbo, nato quattro ore prima.
Il rapimento riesce anche perché la donna è vestita da infermiera e i suoi gesti passano del tutto inosservati.
Il bimbo rapito si chiama Luca Cioffi, il nome gli è stato dato poco prima di essere rapito.
La madre del piccolo si chiama Annalisa Fortunato, il padre, maresciallo dell'Esercito, è appena tornato dal Libano, proprio per la nascita del suo bambino.
Subito viene diffuso in tutto il territorio nazionale e a tutte le forze dell'ordine un identikit della rapitrice del piccolo Luca Cioffi.
Si tratta di una donna giovane di carnagione scura, capelli ondulati e lunghi, corporatura esile, altezza di circa 1,60, nazionalità italiana perché ha scambiato parole con la mamma e con la nonna del bambino e ha dimostrato di conoscere bene la lingua.
La donna, molto sicura di sé, entra nella cameretta di Annalisa Fortunato, e agisce con estrema tranquillità, scambia anche qualche parola con la sorella della neomamma mostrandosi affabile e socievole.
Poi prende il neonato dalla culla va via spiegando di doverlo portare in pediatria.
Dopo un'ora e mezzo circa, intorno alle 15.30, Annalisa Fortunato, impiegata come ragioniera, si insospettisce per la prolungata assenza del figlioletto e chiede spiegazioni agli altri infermieri: emerge la drammatica realtà.
Subito viene avvertita la polizia, gli agenti del commissariato di Nocera Inferiore avviano le indagini e approntano un identikit della ladra di bambini.
  Disperato l'appello del padre: "Spero che questa donna, chiamiamola mamma, possa pensare con il cervello di una mamma e tornare indietro", dice con la voce [...]

Leggi tutto l'articolo