Influenza A (H1N1) e l'insufficienza del Servizio Sanitario Nazionale

di Primo Mastrantoni - Aduc  Undici morti su 230mila contagiati dal virus A (H1N1).
La mortalita' provocata da questa influenza e' dello 0,005%.
Statisticamente irrilevante.
Eppure continua l'allarme mediatico sollecitato da agitate dichiarazioni del vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, il cui compito dovrebbe essere quello di fornire pacate e documentate informazioni.
I "Pronto Soccorso" degli ospedali sono intasati da persone che hanno la febbre alta, cioe' di persone che ritengono di aver contratto il virus A, il che e' comprensibile visto il tipo di informazione che circola e soprattutto vista la difficolta' di rivolgersi al proprio medico di base, che un tempo si chiamava medico di famiglia e che la mattina girava per le case dei propri assistiti e il pomeriggio riceveva nel proprio studio.
Invece, tutti finiscono per rivolgersi ai "Pronto Soccorso".
Cosa deve fare un genitore che ha il figlio con 39 gradi di febbre e non riesce a farlo visitare dal medico di base? Ricorre all'ospedale, che dovrebbe avere altre priorita'! La prima griglia per evitare gli intasamenti sono proprio i medici di base che dovrebbero tornare a fare esclusivamente i medici di famiglia: la mattina le visite in casa e il pomeriggio nel proprio studio.
D'altronde i medici di base percepiscono uno stipendio fisso: 38 euro ad assistito che moltiplicato per 1.500 pazienti fa 57.000 euro l'anno.
Certo i pazienti possono variare di numero e di conseguenza anche lo stipendio ma non c'e' nessun obbligo a fare il medico di base.
E' una scelta con relativi impegni e "disimpegni".

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