Influenza, il picco è passato. Mai abbassare la guardia

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Il livello del contagio è sempre alto, ma dalla prossima settimana le cose miglioreranno.
L’Australiana nell’ultima sette giorni ha colpito circa mezzo milione di persone, ma il picco è già stato raggiunto.
I dati sono forniti dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che continua il monitoraggio attraverso la Rete Italiana Sorveglianza Influenza (Influnet).
Nonostante l’incidenza del virus sia stabile (7,7 casi ogni mille abitanti), il numero di visite domiciliari dei medici di famiglia per assistere i malati con influenza o sindromi correlate è lievemente aumentato (+5%).
“I dati che settimanalmente elaboriamo - ha spiegato Claudio Cricelli, presidente della Simg - ci indicano che abbiamo raggiunto il picco di incidenza previsto per la metà di febbraio e che è in atto una leggera ma percepibile diminuzione dei nuovi casi”.
Secondo la Società Italiana di Medicina Generale (Simg), che conduce il progetto “Health Search/Italia, come stai?”, i giorni di malattia prescritti sono rimasti invariati e quasi un paziente su tre ha ricevuto antibiotici in seguito a complicanze conseguenti all’influenza.
Gli accorgimenti da adottare.
“Siamo ancora in tempo per prendere il temuto male stagionale – spiega il professore Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano –.
Lavarsi le mani molto spesso, vestirsi a strati per adattarsi a tutte le temperature, evitare di tossire e starnutire vicino ad altre persone e, infine, stare il più possibile lontano da posti chiusi e affollati, sono dei piccoli accorgimenti da adottare per limitare il contagio”.
Guidare con l’influenza, come bere un doppio whisky.
Uno studio recente ha rilevato quanto sia pericoloso mettersi al volante con i sintomi influenzali.
In pratica è come aver bevuto un doppio whisky.
Secondo la ricerca commissionata da una compagnia di assicurazioni, condizioni di salute instabili possono influenzare negativamente la guida, abbassare la concentrazione e rallentare i riflessi.
Lo studio - reso noto da Federfarma Verona - è stato condotto su un centinaio di automobilisti, di cui metà in buone condizioni di salute e l’altro 50% affetto da raffreddore, stress o mal di testa.
In particolare, i test in un simulatore hanno mostrato un rallentamento dei riflessi dell’11%.
I sintomi influenzali al volante, quindi, non vanno sottovalutati: basta pensare alla pericolosità degli starnuti, che fanno chiudere gli occhi anche solo per una frazione di secondo.
Senza contare gli effetti dei farmaci assunti per attenuarli.
“È importante [...]

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