Ingiustizia è fatta.

L’ingiustizia non è uguale per tutti.
Quando la mala giustizia tocca una bambina o un bambino è ancora più ingiusta e degradante per un paese che si dichiara civile.
Quando persino un giudice chiede scusa alla vittima e al popolo italiano, c’è da “pretendere” a gran voce un cambiamento drastico sulla prescrizione dei reati.
Vent’anni dura il processo contro un uomo che abusò della figlia della convivente.
Nel 2007 la condanna in primo grado, ma in Appello si fermò tutto, così ieri mattina la giudice della Corte d’Appello ha dovuto prosciogliere il violentatore.
La bimba, che allora aveva sette anni, era stata violentata ripetutamente dal convivente della madre; trovata per strada in condizioni precarie, era stata portata in ospedale, dove le avevano riscontrato traumi da abusi e infezioni trasmesse sessualmente.
Sono passati vent’anni dai fatti contestati e il tutto va in prescrizione.
Non vanno in prescrizioni i traumi subiti dalla vittima e la rabbia per l’ennesima ingiustizia.

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