Inizia l'"era-Gomez" (in stile Maradona)

Giorno uno dell'anno primo dell'era Mario Gomez (foto  Fiorentinanews.com).
Sì, perché quando arriva uno così non può che essere l'inizio di un'era.
L'entusiasmo intorno al suo nome è spuntato prima sottotraccia, minato da un cinico scetticismo ("questo non verrà mai alla Fiorentina"), poi è cresciuto voce dopo voce fino a presentarsi come uno tzunami viola che tra qualche ora avrà il suo sfogo sui gradoni del Franchi.
Difficile cercare nel passato viola un caso analogo di un grande campione, supertitolato e proveniente da una delle squadre più forti del mondo, che arriva a Firenze.
La Fiorentina ha avuto grandissimi attaccanti come Hamrin e Batistuta, ma è qui che lo sono diventati.
Mutu? Era uno "scarto di lusso" un po' come Gilardino.
Alla Fiorentina hanno fatto entrabi benissimo, prima di entrare nella parabola discendente, ma il loro ingaggio non fece palpitare il cuore dei tifosi.
Toni prima maniera? Bel centravanti, ma arrivava dal Palermo, altra categoria rispetto al Bayern.
Graziani, attaccante del Torino e della Nazionale? Fuochino...
Ma neanche per lui si mossero le masse.
Forse Socrates, capitano della nazionale Brasiliana e giocatore di classe e intelligenza sopraffina, purtroppo anche dal fuori-campo sciagurato, è il caso più simile.
Tuttavia, visto come è andata a finire, preferisco non rievocare.
No, un vero precedente alla Mario Gomez non mi sembra di ricordarlo.
E se, come sembra, Andrea Della Valle lo presenterà ai tifosi portandolo in campo, la mente correrà inevitabilmente al primo show di Maradona al San Paolo.
Firmerei subito perché Gomez desse alla Fiorentina la metà di quello che il Pibe de Oro a dato al Napoli e a Napoli.
Magari con la raccomandazione di baloccarsi con Carina e non con ciò che invece piaceva a Diego (che pure iniziava con la "c", minuscola, e termminava in "ina"). 

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