Interrogazione sulla costituzione dell’Associazione “Ars Musica” - CC 27.06.03

L’art.
35 della L.
448/2001 (Legge Finanziaria 2002) ha profondamente innovato la disciplina dei servizi pubblici locali.
La principale novità apportata dalla riforma è rappresentata dall’abbandono di una regolamentazione dei servizi locali sostanzialmente unitaria con l’introduzione di una netta distinzione tra “servizi di rilevanza industriale” e servizi privi di tale rilevanza: alle due categorie di servizi così individuate sono riservati due diversi regimi giuridici.
La riforma non contiene però alcuna elencazione dei servizi di rilevanza industriale (disciplinati dall’art.
113 TUEL), né di quelli privi di tale rilevanza (previsti dall’art.
113 bis TUEL, introdotto dall’art.
35, comma 15, della L.
448/2001), pertanto l’individuazione dei servizi nei due diversi gruppi è demandata ad un regolamento governativo, che dovrà dettare le disposizioni necessarie all’attuazione della riforma.
Tale regolamento non è stato ancora approvato, anche se è noto uno schema di base.
I servizi privi di rilevanza industriale vengono individuati in via residuale rispetto agli altri.
Risulta evidente che, fino a quando non verrà approvato in via definitiva il sopra citato regolamento, non vi sarà alcuna certezza in ordine all’individuazione dei servizi appartenenti a ciascuna delle due categorie indicate.
Nessun problema di questo genere si pone, invece, in riferimento ai “servizi culturali e del tempo libero” espressamente inseriti dalla riforma nei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale e per questo sottoposti alla disciplina dell’art.
113 bis TUEL.
Detta constatazione non risolve però tutti i problemi: non appare, invero, affatto agevole fornire un’esaustiva definizione di tali servizi e quindi formulare un’elencazione di tutte le attività che vi rientrano.
Nessuna definizione dei servizi culturali e del tempo libero è, infatti, offerta dall’art.
113 bis TUEL, che prende in considerazione detti servizi all’unico scopo di consentirne la gestione attraverso l’affidamento diretto a fondazioni o associazioni costituite o partecipate dall’Ente locale, senza fornire alcun elemento utile alla loro individuazione.
L’unica certezza rinvenibile nel dettato normativo deriva, dunque, dalla considerazione che si tratta di una species del più ampio genus dei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale.
In assenza di una definizione legislativa, un ampio margine di discrezionalità è dunque riconosciuto agli Enti locali nell’individuazione dei servizi culturali e del [...]

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