Intervista a Andrew Lloyd Webber

Su "la stampa" di domenica 29 giugno è comparsa un intervista all'autore del nostro musical.
Ve la riporto parola per parola perchè è molto interessante.
    Signor Lloyd Webber, quasi ogni abitante del mondo occidentale conosce Cats o un altro dei suoi musical.
Come mai solo pochi sanno che lei ha scritto anche una canzone per Elvis Presley? «Presumo che dipenda dalla mia canzone, che faceva parte dell’ultimo album di Presley.
Ero un grande ammiratore di Elvis e qualche volta mi ha sfiorato l’idea che sia stata la mia canzone a ucciderlo (ride)».
Quanto è cambiato il musical dall’inizio della sua carriera? «Non è cambiato quasi per nulla.
Sicuramente in un prossimo futuro ci sarà un artista astuto, cui verrà in mente di mettere in scena in modo divertente uno show sul mondo di Internet.
La situazione, tuttavia, resta sostanzialmente sempre la stessa: si deve inventare uno spettacolo che diverta le persone al momento giusto nel posto giusto.
Broadway resta sempre Broadway, e lo stesso vale per il West End».
La differenza è che lei di recente è diventato una star della televisione in show per la selezione dei cast, per esempio American Idol.
Un artista del palcoscenico con la fama di molto timido si lancia in tivù? «Sciocchezze, non sono mai stato un timido e ho sempre amato la televisione.
Per mancanza di tempo i miei genitori non hanno potuto portarmi a teatro praticamente mai.
Perciò tutte le mie esperienze emozionanti per quanto riguarda teatro, opera e musical le ho fatte guardando la tivù.
Mi ricordo quando ho visto per la prima volta in tivù West Side Story oppure la Callas in Tosca.
Per me la televisione non ha quindi assolutamente ucciso il teatro».
Rientra nel ruolo di insegnante severo in tivù anche un pizzico di sadismo? «No.
Imparo a conoscere veramente bene i candidati di questo show, in modo più approfondito rispetto a un provino per un musical.
Ho 60 anni; lavorare con questi giovani è il mio modo di dire grazie per il mio successo.
Per esempio, c’era una ragazza che cantava l’aria di Cabaret come una canzonetta insulsa.
Le ho detto: leggimi il testo e cerca di capirlo! Si tratta di una giovane donna che canta per l’ultimissima volta in uno dei club più popolari della Berlino degli anni Venti, la città all’epoca più effervescente del pianeta.
E improvvisamente la ragazza capisce.
Splendido!» Un’attrice geniale, ma in condizioni di salute pessime, come Amy Winehouse avrebbe una chance nei suoi show? Si dice che lei abbia accostato l’auto al bordo della strada [...]

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