Intrecci perversi tra tifosi di calcio e criminalità organizzata

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sono in vacanza da PALLONE CRIMINALE-Simone Di Meo ,Gianluca Ferraris (PONTE ALLE GRAZIE)  Un altro intreccio perverso tra tifosi e criminalità organizzata è quello svelato dalle indagini del pm della DDA Antonello Ardituro sugli scontri per la discarica di Pianura (Napoli).Una guerriglia di piazza scatenata,secondo le indagini,dalla camorra e da gruppi di tifosi,le "Teste Matte" e i "NISS" (Niente incontri solo scontri).Almeno inizialmente,alle proteste si erano unite anche tante persone perbene del quartiere (l'area possiede il non invidiabile record italiano di abusi edilizi), padri e madri di famiglia inconsapevoli,ovviamente, che i sit-in contro la riapertura dello sversatoio,chiuso danni,fossero manovrate da ambienti criminali.In quelle calde settimane,con l'emergenza rifiuti a Napoli finita sulle prime pagine dei piu importanti giornali nazionali e internazionali e con la politica locale e nazionale imballata sul da farsi,il popoloso quartiere cittadino di Pianura decide di fare da solo.E decide per il no.Tutto il rione a ridosso della discarica di Contrada Pisani si trasforma in una trincea.Da un lato i barricadieri che vietano ai camion della nettezza urbana finanche di avvicinarsi,bersagliando non solo gli automezzi ma anche le vetture private,i bus e addirittura un'ambulanza, e dall'altra le forze dell'ordine in assetto antisommossa impegnate a contenere gli assalti degli antagonisti.Gli scontri e i corpo a corpo si sprecano, ma nessuno,in quei frangenti,sospetta che lo spontaneismo possa essere stato infiltrato da "agenti provocatori".Mesi di indagini della DIGOS accerteranno che,insieme ai residenti e agli ambientalisti,le manifestazioni hanno visto la ben piu "nutrita" partecipazione di esponenti della camorra locale e di ultras del Napoli,stipendiati dal clan per trasformare la protesta in una intifada.Camorristi e tifosi uniti,insomma,per scopi tutt'altro che solidali con la popolazione pianurese.A chiarire il perchè di questo insolito patto dicollaborazione è stato un pentito del clan Lago.Un giovane camorrista di "belle speranze".Non il solito analfabeta primitivo che si deve far assistere da un avvocato o da un poliziotto per verbalizzare,perchè non conosce altra lingua che il dialetto,ma un criminale capace di esprimersi in un italiano corretto.Fluido.D'altronde,basta leggere quanto ha dichiarato per accorgersene.La protesta, dunque.Un affaire di famiglia che fa comodo all'organizzazione:"L'abusivismo edilizio prima di tutto:con il quartiere paralizzato dalle barricate e con [...]

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