Iran chiama italia.

Roberto Saviano, autore del famosissimo libro “Gomorra”, è stato minacciato di morte dalla camorra casalese.
Entro Natale prossimo venturo il delitto dovrebbe essere consumato.
Saviano ha manifestato l’intenzione di lasciare l’Italia per poter vivere una vita normale per un giovane di 28 anni.
La sua unica colpa  è quella di aver scritto un libro che ha anticipato e svelato al grande pubblico lo stato di degenerazione criminale in cui versa una delle più grandi regioni d’Italia.
In una nazione normale questo annuncio avrebbe mobilitato le coscienze e l’indignazione collettiva.
Avrebbe mobilitato le televisioni, i giornali, i migliori editorialisti e le migliori personalità della cultura contro la fatwa camorristica.
Tutto questo non avviene nel nostro paese.
O meglio, avviene, ma con un tono dimesso, quasi con un senso di fastidio e non avviene con l’intensità con un cui avvenne un altro caso simile.
Mi riferisco alla minaccia di morte che tempo addietro Komeyni, leader sciita dell’Iran, lancio contro Salman Rudshie autore del libro “Versi satanici” .
Il libro fruttò all’autore la condanna a morte per bestemmia da parte del governo iraniano poiché, con una rivisitazione in chiave onirica del pensiero di Maometto, fu considerato blasfemo verso la religione sciita.
Quella condanna a morte schierò l’occidente, giustamente, a favore della libertà di stampa e a favore del suo autore.
Si scrissero milioni di articoli sulla superiorità della civiltà occidentale e dell’arretratezza della civiltà mussulmana, sulle democrazie mondiali e sul feudalesimo iraniano, sul burga femminile e sulla libertà delle donne occidentali.
Si sfiorò  una guerra tra occidente e oriente.
Giorno e notte non si parlava d’altro.
Pochi avevano letto il libro, ma tutti ne sapevano il contenuto tante furono le trasmissioni sull’argomento, le interviste, le partecipazioni dell’autore ai talk show televisivi.
Anche chi non era mai passato in Iran, parlava con competenza di quel paese e conosceva, a menadito, gli usi e costumi, le degenerazioni  e le arretratezze del popolo iraniano.
Le nostre case furono invase, metaforicamente, dall’Iran.
Come mai oggi per un annuncio simile l’indignazione per la fatwa assassina dei casalesi  non sale ai massimi livelli? Forse perché bisognerebbe spiegare bene in che razza di paese viviamo? Bisognerebbe entrare dentro interi territori che sono letteralmente in mano alla camorra, dove non solo la resistenza civile di tante persone per bene, ma anche lo scrivere verità è [...]

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