Iraq, l'orgoglio di Blair: "La storia ci darà ragione"

WASHINGTON - "La storia ci darà ragione anche se non trovassimo armi di distruzione di massa", è il messaggio di conforto che Blair porta a Bush.
Questo doveva essere il tempo della gloria, per i due conquistatori dell'Iraq.
Questo, davanti alle Camere riunite del Congresso americano, davanti a opinioni pubbliche sempre più scettiche, è divenuto invece, per Bush e per Blair, l'ora del rovesciamento dei ruoli.
E' toccato infatti al "junior partner" dell'America, al premier inglese, ieri sera dallo stesso podio dal quale il Presidente pronunciò il suo ormai contestatissimo "discorso dell'uranio" in gennaio, difendere la Casa Bianca e dare la linea della controffensiva politica ai repubblicani incerti e ai falchi smarriti.
"Ai nostri critici dico, anche se aveste ragione, sappiate che noi abbiamo liberato il mondo dalla minaccia di un tiranno sanguinario.
E se aveste torto, abbiamo avuto ragione noi ad agire prima che la minaccia divenisse mortale per noi tutti.
Quello che avvenne l'11 settembre ha cambiato per sempre il concetto e la pratica della guerra, alle quale le nostre nazioni si erano adattata da secoli".
Per i 40 minuti del discorso che il Congresso degli Stati Uniti ha accolto con l'ammirazione e le ovazioni "alle quali non sono più abituato a casa mia", sorrideva Blair, è sembrato di riascoltare Margaret Thatcher, quando, prima con Reagan e poi con Bush il vecchio, periodicamente doveva intervenire per "raddrizzare la spina dorsale degli Americani" come lei diceva.
"La potenza dell'America è necessaria al mondo ed è una potenza incompresa".
"Guai a chi coltiva la pericolosa illusione che sia necessaria una forza concorrente, un polo alternativo, perché soltanto nella solidarietà dell'alleanza con l'America c'è la speranza di sconfiggere il terrorismo che minaccia tutti noi.
Abbiamo bisogno di partnership, non di rivalità.
Non combattiamo per un mondo americano, ma per un mondo di valori che non sono valori occidentali, come si dice, ma i valori universali dello spirito umano".
Per questo "noi saremo sempre con voi, nella battaglia per la libertà".
Ovazione.

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