Iron Maiden - The Book Of Souls

L'ultimo album dei Maiden è stato prodotto dalla Parlophone a Parigi, nello stesso studio dove nacque Brave New World.
La band non presenta cambiamenti, quindi troviamo: Bruce Dickinson – voce Dave Murray – chitarra ritmica e solista Adrian Smith – chitarra ritmica, solista e cori Janick Gers – chitarra ritmica e solista Steve Harris – basso, cori e tastiera Nicko McBrain – batteria L'uscita del sedicesimo album è stata il 4 settembre 2015, in due versioni: base e deluxe.
La differenza tra le due versioni sta solo nella custodia, quella base è un normale cd doppio, mentre la deluxe si presenta come un vero e proprio libro, ma non troviamo alcun contentuto extra all'interno dei dischi.
L'immagine di copertina è la conosciutissima mascotte dei Maiden che ormai tutti conosciamo come Eddie The Head, disegnata da Mark Wilkinson, e richiama la cultura Maya, come le immagini che troviamo all'interno.
Un richimao ad una cultura ancestrale, la dà anche la scelta dei caratteri con cui sono scritte le tracce: geroglifici maya.
Questo nuovo album è diventato subito popolare per essere il primo lavoro in studio diviso in due cd, non per la quantità di brani, infatti sono 11 tracce, bensi per la durata (Il primo cd dura 50 minuti circa ed il secondo cira 42).
L'uscita di questo disco è stata anticipata dal singolo "Speed of light", il 14 agosto 2015.
Ascoltando le varie tracce si possono sentire varie influenze dei vecchi successi degli Iron Maiden, come per esempio "The red and the black" ci potrebbe ricordare "Run silent run deep" (brano di No prayer for the dying) e l'inizio di "Shadow of the valley" all'inizio della famosissima "Wasted years" (contenuta in Somwere in time).
In generale i brani sono un pò lunghi, ma i riff sono piacevi e accattivanti e l'attenzione non ne risente troppo.
Tra tutti i titoli (almeno secondo me) alcuni meritano una parola di riguardo, come "Speed of light" che con il suo intro travolgente ci trascina subito dentro la canzone dove ci attendono riff veloci e potenti che entrano subito in testa.
La sensazione è di voler riascoltare all'infinito questo titolo.
"The red and the black" sicuramente con i suoi 13 minuti e 33 secondi è un brano complesso da ascoltare più volte, ma ci cattura da subito l'arpeggio di basso iniziale che ricorda un flamenco.
Durante l'ascolto di questo pezzo si rimane colpiti dal susseguirsi di fraseggi di chitarra che nella parte centrale occupano i loro 4-5 minuti.
Purtroppo "The book of souls" pur essendo un brano niente male, non ha risposto [...]

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