Isadora Duncan: Danza classica, moderna e Biodanza

Isadora Duncan nei primissimi anni del Novecento introduce quella che non sarà solo una tecnica nuova ma una vera rivoluzione ed una concezione radicalmente rinnovata della danza e della vita.
La danza diveniva strumento di unità profonda con la vita e per fare ciò era necessario chiudere con il passato fatto di goffi codici e convenzioni, di faticosissimi e innaturali esercizi sulle punte e alla sbarra.
Come scrive Roger Garaudy: “La danza all’inizio del XX secolo era divenuta un’arte decorativa disumanizzata come una regina futile e graziosa, imbalsamata nella sua bara di cristallo.
Col suo sorriso immobile, i gesti immutabili, il tutù e gli scarpini rosa, era nella situazione della bella addormentata nel bosco, assopita nell’immobilità di cento anni mentre il mondo attorno a lei cambiava vertiginosamente.
Quale Principe azzurro sarebbe andato a svegliarla?" La Duncan riscatta una danza che vuole donare vita alla bellezza di forme delle statue greche liberandole dalla loro rigidità e dal sonno dei musei, riscatta l'armonia del corpo nella sua naturalezza, la nudità, la passione che nasce dall'energia della musica.
Isadora Duncan fu la madre della danza moderna che a sua volta rappresentò il punto di partenza per metodologie e terapie basate sull'espressione naturale del corpo e delle emozioni come la Biodanza e la Danzaterapia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Isadora_Duncan Ecco alcune delle frasi di Isadora che più mi hanno colpito tra i suoi scritti e le sue interviste.
“Per me la danza è non solo un’arte che permette all’anima umana di esprimersi in movimento, ma è anche la base di tutta una concezione di vita, più flessibile più armonica, più naturale.” “La prima idea del movimento della danza mi è certamente venuta dal ritmo delle onde……tentavo di seguire il loro movimento e di danzare sul loro ritmo.” “Sono venuta in Europa per portare una rinascita della religione attraverso la danza, per rivelare la bellezza e la santità del corpo umano attraverso l’espressione dei suoi movimenti e non per divertire dopo cena qualche borghese.” “La mia anima era un campo di battaglia di cui Apollo e Dioniso, Cristo, Nietzche e Richard Wagner si disputavano il terreno.” Riferendosi alla Primavera del Botticelli: “Ne ero innamorata…….rimasi là finchè non vidi effettivamente i fiori dipinti sbocciare, i piedi nudi danzare, i corpi muoversi, fino a che un angelo di gioia non venne a visitarmi e allora pensai: danzerò questa immagine trasmetterò agli altri questo messaggio [...]

Leggi tutto l'articolo