Isinbayeva: «Spero che la Russia sia presente alle Olimpiadi di Rio»

  «Spero che gli atleti russi vengano riammessi e che possano competere insieme sotto la bandiera russa a Rio de Janeiro.
Il doping è un problema in tutto il mondo e insieme ne dobbiamo uscire».
La zarina dell'asta Yelena Isinbayeva non rinuncia al sogno di chiudere la sua carriera con un terzo oro olimpico.
La Russia è stata sospesa dalla Iaaf dopo la pubblicazione da parte della Wada di un report contenente gravissime accuse di doping.
Una decisione che, secondo la Isinbayeva, penalizza ingiustamente anche gli atleti puliti.
«Posso solo dire che la situazione attuale nell'atletica è molto complicata, poco chiara e ingiusta.
Spero che tutto si risolva in tempo per le Olimpiadi e che io possa rappresentare il mio paese», dice la 33enne di Volgograd in un'intervista all'agenzia Dpa.
Nel corso della sua carriera la Isinbayeva ha fatto segnare ben 28 record del mondo, vincendo tre ori ai Mondiali e due alle Olimpiadi (Atene 2004 e Pechino 2008).
Dieci anni fa è diventata la prima donna a superare l'asticella dei 5 metri nel salto con l'asta e ancora oggi vanta il record mondiale con la misura di 5,06.
Dopo essere diventata mamma nel giugno 2014, la russa è tornata a gareggiare con l'obiettivo di centrare un terzo oro olimpico prima di chiudere la sua carriera.
La Isinbayeva ammette di essere rimasta «scioccata» dalla portata della vicenda che vede coinvolta l'atletica russa, ma insiste sulla necessità di una distinzione tra chi bara e chi gareggia senza ricorrere a scorciatoie.
«Ho l'impressione che doveva essere presa una decisione senza guardare ai dettagli -sottolinea-.
Gli atleti che non sono collegati allo scandalo e che non hanno mai avuto problemi con la Wada dovrebbero continuare ad allenarsi, a competere e ad agire come un modello per i giovani.
Ma quegli atleti che hanno violato le regole devono affrontare le conseguenze delle loro azioni».
«È necessario fare una chiara distinzione -conclude-.
Il doping è un problema in tutto il mondo, ecco perché dobbiamo risolverlo insieme».
  FONTE: Il Messaggero.it

Leggi tutto l'articolo