Isis, come finora abbiamo finanziato il terrorismo

dal Fatto Quotidiano del 20 dicembre 2015a firma di Loretta Napoleoni In una mossa senza precedenti, i ministri delle finanze dei membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si sono incontrati questa settimana a New York per la prima volta nella storia dell’Onu.
Tema dell’incontro: contrastare il finanziamento del terrorismo in generale e quello dello Stato Islamico in particolare.
Il tutto sullo sfondo della guerra in Siria, ormai prossima alla sua quinta edizione.
Un conflitto che secondo le Nazioni Uniti ha prodotto più di 250.000 vittime e milioni e milioni di rifugiati.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha adottato all’unanimità una risoluzione che vorrebbe delineare un processo di pace in Siria.
I firmatari, infatti, si impegnano a promuovere i colloqui tra il governo siriano e l’opposizione all’inizio di gennaio del 2016, colloqui, naturalmente, subordinati agli accordi relativi al cessate il fuoco.
Sebbene il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha presieduto la sessione del Consiglio di sicurezza, abbia detto che la risoluzione ha inviato “un messaggio chiaro a tutti gli interessati e che il momento per fermare il massacro in Siria è adesso”, questa è stata redatta nel solito linguaggio della diplomazia internazionale, tante belle parole che, ahimè, rimarranno tali.
Sul piano finanziario la risoluzione esorta i paesi a “muoversi con vigore e decisione per tagliare il flusso di fondi, attività finanziarie e risorse economiche dell’Isis”, tra cui il contrabbando di petrolio e quello di opere d’arte.
Esorta anche a produrre “più attivamente” nominativi da inserire nelle liste nere del terrorismo.
Infine, chiede ai governi di assicurare che vengano adottate leggi che rendano il finanziamento dello Stato Islamico e dei combattenti stranieri che si uniscono alle sue fila, un reato grave.
Viene spontaneo chiedersi perché abbiamo bisogno di una risoluzione dell’Onu per applicare questi principi, cosa hanno fatto i governi della grande coalizione di Barak Obama da giugno del 2014 fino ad oggi? Proviamo ad analizzare le esortazioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu.
Fino ad oggi non si è fatto nulla per tagliare il flusso di fondi e le altre attività finanziarie ed economiche dello Stato Islamico.
A parte i bombardamenti diretti a distruggere i pozzi petroliferi ed i mezzi con i quali il petrolio si contrabbanda, obiettivi raggiunti nelle ultime settimane, non è stata ritrovata una sola opera d’arte contrabbandata, chiuso un solo conto bancario [...]

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