Isis, l'Iraq conferma: al-Baghdadi è stato ferito. Ucciso nel raid il suo braccio destro

      Roma, 10 novembre 2014 - Il governo iracheno ha confermato che il leader dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, sarebbe stato ferito nel corso di un raid aereo compiuto dalla coalizione internazionale nella città irachena di Mosul.
Il ministro della Difesa iracheno, Khaled al Obeidi, ha anche riferito che nell'incursione sarebbe stato ucciso il braccio di destro di al Baghdadi, Abu Muslim Turkmen.
Intanto la tv irachena ha dato notizia dell'uccisione di un altro dirigente dell'Isis che sarebbe molto vicino al suo leader, Abu Huthaifa al-Yamani, deceduto in un bombardamento su Falluja.
Fonti della sicurezza irachene hanno divulgato i nomi di una serie di leader dello Stato islamico uccisi durante alcuni bombardamenti condotti dalla coalizione internazionale contro il quartier generale di Abu Bakr al Baghdadi nei pressi di Mosul: si tratta dei Awad Aasalmana, muftì di Qaim (città al confine con la Siria); Samer Mohammed Al Mahlawi, responsabile della sicurezza a Qaim; Mekianan Abboud Mihidi, ufficiale nella città di Rawa (città lungo il fiume Eufrate); Abu Zahra Mohammadi, responsabile dello Stato islamico nell'Eufrate, e nelle citta' di Al Bukamal (città siriana al confine con l' Iraq) e Qaim.
I CURDI PROCLAMANO UGUAGLIANZA UOMO-DONNE - Intanto i curdi siriani sfidano apertamente i jihadisti dello Stato islamico promulgando un decreto per garantire l'uguaglianza tra i sessi. Uomini e donne devono essere "uguali in tutti gli aspetti della vita pubblica e privata", si legge nel testo pubblicato su internet dalle autorità curde della provincia di Hassaka, nord-est della Siria dove i curdi si sono presi una sorta di autonomia non riconosciuta ma tollerata dal regime di Damasco.
I diritti riconosciuti alle donne sono molteplici: condizioni di lavoro e stipendio uguali a quelli degli uomini, congedo per maternità garantito fino al terzo figlio, divieto di matrimonio prima dei 18 anni o contro la volontà della ragazza.
Inoltre il decreto vieta la poligamia e condanna il "delitto d'onore" e "le violenze e le discriminazioni"  sulle donne.
Garantisce poi alle donne gli stessi diritti degli uomini per quanto riguarda l'eredità (cui finora non avevano diritto) e le testimonianze durante i processi.
Secondo l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh) il decreto costituisce una vera e propria "sfida alle leggi, estremamente discriminatorie, imposte dall'Isis contro le donne" nelle regioni dove hanno preso il potere.
Tanto più che le autorità curde hanno stabilito che deve essere rispettato [...]

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