Israele Mon Amour , la guerra dei 6 giorni

Lo Stato d'Israele fu proclamato il 14 maggio 1948, allo scadere del mandato britannico sulla Palestina.
Il piano di spartizione della Palestina, approvato dall'ONU il 29 novembre 1947, assegnava allo Stato ebraico il 56% del territorio del mandato, ma il successivo conflitto fra ebrei e palestinesi (che rifiutavano la spartizione), trasformatosi il 15 maggio 1948 in guerra arabo-israeliana, in seguito all'intervento dei paesi arabi vicini, portò alla conquista da parte di Israele di oltre i tre quarti del territorio del mandato (compreso il settore occidentale di Gerusalemme che, secondo il piano dell'ONU, avrebbe dovuto essere internazionalizzata); la striscia di Gaza fu occupata dall'Egitto, mentre il resto della Palestina, ossia la Cisgiordania (compreso il settore orientale di Gerusalemme), fu annesso dalla Giordania e il previsto Stato palestinese non poté vedere la luce.
Nell'area acquisita da Israele, sancita dagli armistizi del febbraio-luglio 1949 con Egitto, Libano, Giordania e Siria, risiedevano nel 1947 oltre 600.000 ebrei (che possedevano solo una piccola parte della terra disponibile) e oltre 850.000 arabi (circa i due terzi dell'intera popolazione arabo-palestinese); le operazioni belliche costrinsero tuttavia alla fuga la grande maggioranza di questi ultimi (circa 750.000 profughi affluirono nel 1948-49 in Cisgiordania, a Gaza e nei paesi arabi vicini), mentre l'immigrazione provocava una forte crescita della popolazione ebraica, pressoché raddoppiata nel giro di tre anni.
La Legge del ritorno, che conferiva la cittadinanza israeliana a tutti gli ebrei immigrati, e la Legge sulla proprietà degli assenti, che consentiva l'esproprio dei beni dei profughi palestinesi, varate entrambe nel 1950, gettarono le basi per la rapida integrazione dei nuovi venuti e l'edificazione di uno Stato a netta maggioranza ebraica.
Rimase invece irrisolto il problema dei profughi, il cui diritto al ritorno, riconosciuto dall'ONU fin dal dicembre 1948, restò quasi del tutto inapplicato.
Assistiti da un'agenzia dell'ONU e in rapido incremento demografico, i rifugiati palestinesi avrebbero alimentato negli anni successivi, anche a causa delle loro gravi condizioni di vita, l'ostilità nei confronti di Israele e le tensioni negli stessi paesi ospiti.
Il problema principale per l'avvio di un dialogo fra Israele e i palestinesi era costituito dalla rivendicazione di questi ultimi di dar vita a un proprio stato indipendente, almeno nella porzione di Palestina occupata da Israele nel 1967, mentre Tel Aviv non sembrava disposta ad [...]

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