It is true, has someone has said, that in a world without heaven all is farewell*

Vederla uscire dal mare in una di quelle giornate di fine settembre che tanto amava, poteva trarre in inganno; appariva serena - e lo era - ma solo perché si sentiva in armonia col contesto vergato di blu. In città era tutta un'altra storia: stanca di nascondere le proprie fragilità, avrebbe gettato la spugna se a prevalere non fosse stata la volontà di non essere un peso per gli altri, per cui tra un amore finito  e un impiego precario, caracollava nei giorni con stravagante dignità.
A volte si sorprendeva a invidiare le persone che esternano il dolore con nonchalance perché vengono coccolate e stimate, il che non è spiegabile in termini di logica, giacché i meccanismi infernali di cui si fregiano non sono di loro esclusiva pertinenza. Se si soffermava più del dovuto su quei quadri, era tentata di spogliarsi delle sue maschere ma l'orgoglio, riavutosi dalla pausa irrazionale, la spingeva ad allontanarsi in fretta, come chi abbandona una stanza poco arieggiata.

versi di Mark Stran...

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