Italia 2013. Così è andata a finire – Parte seconda di Eugenio Orso

Il primo post si può leggere ai seguenti link: Pauper class, http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/10/31/italia-2013-cosi-e-andata-a-finire-di-eugenio-orso.html ComeDonChisciotte, http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11024   Nel mio precedente post Italia 2013.
Così è andata a finire – del quale questo breve scritto rappresenta una necessaria integrazione – non ho chiarito che un altro elemento d’importanza non trascurabile, destinato a pesare sugli esiti delle prossime politiche, è la dissoluzione del pdl.
Com'è facile immaginare, il processo dissolutivo del pdl continuerà imperterrito nei prossimi mesi, generando nuove formazioni politiche di ridotto quoziente elettorale, rispetto a fi e pdl, e favorirà in primo luogo l’ascesa del pd.
Affinché il cosiddetto centro-destra possa ricomporsi in altra forma, e sperare di riacquisire i consensi perduti, saranno necessari tempi lunghi.
Nel caso in cui le elezioni di fine legislatura si terranno regolarmente, durante la primavera del 2013, è facile prevedere che il suddetto schieramento non avrà tempo sufficiente per completare la riorganizzazione.
Anche per tale motivo il vincitore della competizione elettorale truccata non potrà che essere il pd, il quale è in grado di offrire le migliori garanzie di subalternità ai poteri finanziari esterni che hanno occupato l’Italia.
Ridimensionando Vendola, pur senza rinunciarvi (privandosi del suo apporto diretto di voti), e trasponendo su un piano nazionale l’inciucio realizzato in Sicilia con l’udc, la coalizione del pd non dovrebbe avere alcun problema a ottenere la maggioranza relativa dei voti espressi, nonostante la presenza di Grillo.
Se invece il pd butterà a mare definitivamente Vendola per imbarcare Casini, scatterà, a sinistra, la trappola del “voto utile”, e il SEL ne uscirà ridotto ai minimi termini.
Tornando al travaglio del pdl morente, al presente osserviamo un Berlusconi, ridotto a elemento di disturbo, che vorrebbe liquidare anzitempo l’esecutivo Monti (come ultima trovata per risalire la china in termini di popolarità) e il suo figlioccio Alfano, sostenitore di Monti, che si mostra pubblicamente in disaccordo.
In questo periodo Berlusconi sta tentando varie strade, dicendo tutto e il contrario di tutto, se necessario: qualche tempo fa avrebbe voluto “arruolare” Monti nel centro-destra, adesso ne contesta le politiche e ne auspica il superamento.
Le sparate di Berlusconi sono un indicatore della crisi profonda (e forse irreversibile) che [...]

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