Italia-Romania, per paura romeni rinunciano a schermo in piazza

di Francesca Micheletti MILANO (Reuters) - Dopo aver perso ieri sera con l'Olanda al suo debutto agli Europei, venerdì l'Italia del calcio sfiderà la Romania in una partita che non sembra avere solo una valenza sportiva, dopo che alcuni episodi di violenza commessi da immigrati romeni hanno provocato un'ondata di risentimento contro Bucarest e un giro di vite contro gli stranieri.
Ma in questo caso, ad avere paura sembrano essere soprattutto gli immigrati dalla Romania, che hanno preferito rinunciare ad una proiezione della partita su maxischermo in piazza per evitare possibili contestazioni o violenze.
A dirlo a Reuters è Eugen Tertelac, presidente dell'associazione dei Romeni in Italia, che ha sede a Roma.
"Volevamo organizzarci per vedere la nostra squadra in piazza su un maxischermo, ma purtroppo abbiamo rinunciato".
"In seguito ai problemi che ci sono stati non ci sentiamo molto tranquilli".
"I problemi", come li chiama Tertelac, sarebbero cominciati, secondo una parte dei politici italiani, con l'adesione della Romania alla Ue e con l'arrivvo massiccio di immigrati in Italia.
Cittadini romeni sono stati protagonisti di fatti di cronaca nera, come l'uccisione a Roma alla fine del 2007 di Giovanna Reggiani, e hanno provocato l'adozione di provvedimenti sulla sicurezza criticati dalle associazioni per i diritti umani, come Amnesty International.
Proprio Amnesty ha parlato di "rischio xenofobia" in Italia contro romeni e rom, e agli inizi di maggio il primo ministro romeno Calin Tariceanu ha lanciato l'allarme su "un crescere di dichiarazioni che hanno creato l'impressione che ci sia una situazione critica a causa dei romeni".
A fine maggio poi il primo Consiglio dei ministri del governo di centrodestra ha varato un pacchetto-sicurezza - ereditato in gran parte dal centrosinistra - che contiene norme per limitare la presenza in Italia non solo degli extracomunitari clandestini, ma anche di immigrati da altri paesi Ue potenzialmente "pericolosi".
Tertelac, la cui associazione dice di contare 112.000 iscritti in Italia, vede il calcio come un potenziale fattore scatenante in un clima di relativa tensione.
"Il calcio potrebbe portare fuori eventi non molto ortodossi", afferma Tertelac usando un eufemismo.
"La partita la guarderemo a casa nostra".
Il presidente specifica che la decisione di rinunciare al maxischermo in piazza è stata presa in autonomia, non in seguito a un rifiuto da parte delle autorità.
Tertelac tuttavia sottolinea come un riavvicinamento fra l'Italia e la numerosa comunità romena sia da cercare non [...]

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