Italia. Tutti sul carro del vincitore di Eugenio Orso

Brogli elettorali a parte, le recenti europee con una spruzzata di amministrative sono servite, furbescamente, a legittimare il governo Renzi senza dover passare per le politiche.
Per quanto riguarda i probabili brogli, c’è da dire che la loro entità è sconosciuta, non ci sono stati denunce e ricorsi, e sono emersi solo nelle “segnalazioni” riportate dall’informazione alternativa e nelle insinuazioni di qualche politico.
Ma c’è da dire, a riguardo, che se anche si fosse trattato di un milioncino di voti in più al pd (cosa improbabile), questo avrebbe ottenuto pur sempre dieci milioni di voti.
Un numero enorme, imputabile alle condizioni di semi-incoscienza in cui versa il popolo italiano e al forte condizionamento mediatico che subisce.
Il gioco è chiaro.
Le europee sono diventate la fonte di legittimazione definitiva per Renzi, alla presidenza del consiglio per l’esito di una decisione della direzione piddina, svelando le vere intenzioni delle cosiddette opposizioni, con m5s in testa.
“Fare le riforme con Renzi” oggi è la parola d’ordine, a destra e a sinistra nella sceneggiata parlamentare.
Tutto ciò è drammatico, perché le “riforme di cui il paese ha bisogno” altro non sono se non l’esito dell’occupazione dell’Italia, finanziaria, monetaria ed economica (in alternativa a quella militare con la nato), voluta e orchestrata con successo dai poteri esterni finanziari.
Perché? Per conseguire i seguenti obiettivi di rilevanza storica: 1) ridimensionamento della struttura produttiva nazionale e smantellamento dello stato sociale (ruolo minore o marginale assegnato all’economia italiana nel mondo globalizzato); 2) flessibilizzazione estrema del fattore-lavoro e mantenimento, nel lungo periodo, di un elevato tasso di disoccupazione/ inattività (drastica modificazione delle condizioni e delle opportunità di lavoro in linea con il punto 1); 3) privatizzazioni per la definitiva “apertura al mercato” e distruzione completa del vecchio modello capitalistico italiano di economia mista, con una forte presenza del “socialismo dei comuni” (prevalenza assoluta del neocapitalismo finanziario in un area ancora importante come l’Europa); 4) modifiche istituzionali ed elettoralistiche (senato, titolo V della costituzione, legge elettorale) in funzione dell’asservimento di un’Italia senza sovranità alla ue e, più in generale, alla triade del male usa-nato-ue che determina e controlla i governi di questo paese.
E’ proprio sul punto 4 che casca l’asino del cinque stelle, ponendosi [...]

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