Iva/ Misiani (Pd): Berlusconi è riuscito a farla aumentare. Missione compiuta, ha voluto l'aumento già nel 2011

"C'è un solo uomo da ringraziare per l'aumento dell'IVA: Silvio Berlusconi.
Le dimissioni di massa dei parlamentari del Pdl hanno bloccato qualsiasi intervento del Governo per scongiurare l'aumento dell'imposta".
Lo ha sottolineato Antonio Misiani, parlamentare del Pd e componente commissione Bilancio della Camera.
"Ma questo è solo il punto finale di un'opera iniziata nell'estate 2011, quando la sciagurata trattativa per il rientro dal deficit eccessivo condotta a da Berlusconi e Tremonti in ginocchio a Bruxelles portò ad una manovra lacrime e sangue che prevedeva - con il decreto legge 138/2011 - un primo aumento dell'IVA dal 20 al 21 per cento e una clausola di salvaguardia da macelleria sociale, fatta di 16 miliardi di tagli alle agevolazioni fiscali e alla spesa sociale o, in alternativa, di aumenti delle imposte indirette - ha ricordato Misiani -.Il secondo punto di aumento Iva dal 21% al 22%, fu sì previsto da Monti nel decreto legge 201/2011, la manovra 'salva-Italia', per poi essere più volte rinviato fino ad oggi, ma solo per scongiurare il disastroso piano di tagli promesso alla Commissione europea da Berlusconi e Tremonti.
L'Italia, in definitiva, paga e pagherà un dazio pesantissimo per gli errori e l'irresponsabilità di un uomo che oggi sta mandando a picco il Governo (e il Paese) per sottrarsi alla condanna definitiva per frode fiscale".

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