J. L. Borges: Tre versioni di Giuda (riflessioni su)

J. L. Borges: Tre versioni di Giuda (da Finzioni, 1944)
di  Valerio Ferlito
Introduzione
Il racconto è tratto dalla raccolta “Finzioni” (1944), in particolare dalla parte intitolata “Artifici”.
Nella premessa alla raccolta, Borges lo definisce “una fantasia cristologica”.
Il rapporto tra Borges e la religione, tra Borges e Dio, è notoriamente problematico: “I cattolici (leggasi i cattolici argentini) credono a un mondo ultraterreno, ma ho notato che non se ne interessano. A me succede il contrario; mi interessa e non ci credo”[1].
Burgin: “Pensa che i filosofi abbiano perso un mucchio di tempo argomentando sull’esistenza di Dio, o ne trae ancora interesse o stimolo?” Borges: “Mi procura un grande piacere, il piacere che mi danno le avventure poliziesche o quelle di fantascienza. Ma penso che nessuno possa prendere troppo sul serio queste speculazioni filosofiche. Naturalmente, si può credere in Dio, oserei dire che Dio esiste, ma non credo in Lui grazie a queste argomentazioni. Di...

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