J. L. Borges: Utopia di un uomo che è stanco (riflessioni su)

Utopia di un uomo che è stanco (da Il libro di sabbia 1975)
Racconto della vecchiaia “onesto e malinconico” (così lo definisce Borges stesso nell’epilogo al Libro di sabbia, la raccolta da cui è tratto).
Onesto per il suo carattere confessorio; malinconico, perché la riflessione autocritica ivi condotta interviene in età ormai avanzata, che non consente più emendamenti.
Solo i colli, afferma Borges, sono tra loro diversi; la pianura, invece, è una ed è sempre la stessa.
E precisa: “io percorrevo una strada della pianura”.
Le affermazioni sono un’allegoria.
I colli, le personalità eccelse, per la loro statura creativa lasciano un’impronta distinguibile.
La pianura simboleggia, invece, l’eguaglianza, il luogo dal quale nessuno emerge mettendosi in rilievo: essa evoca, dunque, l’impersonalità, l’anonimato.
Borges, nel momento di stanchezza morale, ritiene, con severa autocritica, che la sua produzione artistica non si distingua per originalità di contenuti.
In una conversazione con Richa...

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