JACQUES BREL E GEORGES BRASSENS

Jacques Brel e Georges Brassens non sono soltanto due autori di canzoni. Sarebbe come definire Galileo e Einstein “due fisici”. Quei due artisti sono stati entrambi così ricchi, così significativi e geniali, da far parte a pieno titolo del mondo della cultura. Hanno soprattutto realizzato un’anomalia, un miracolo: quello della poesia largamente condivisa, fino a lasciare un’impronta viva e indimenticabile nella società. Le loro opere hanno ispirato molti libri e tesi di laurea.
Citarli insieme è un errore. Li lega il sesso maschile, la lingua usata e la morte precoce, specie per Brel che non arrivò a cinquant’anni. Nient’altro. Uno è belga, l’altro francese.
I temi che sembrano avere in comune (prevalentemente l’insofferenza per il conformismo, il disprezzo per la società borghese, l’avversione per il potere) sono in realtà generazionali, oltre a far parte di un armamentario connaturato a tutti gli artisti che non siano artisti di corte. Sono abiti collettivi. Uno, Brel, li indossa ...

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