Jastropha, la benzina è una pianta velenosa

Roma, 01/03/2009  A ben vedere il pianeta Terra è pieno zeppo di energia, ne siamo attorniati e l’energia è presente in tantissime forme che la natura mette a disposizione, la geotermica, l’idrica, quella solare, le maree, il vento, l’atomo, gli idrocarburi, il carbone e chissà quante altre che ancora non “vediamo”.  Anche le piante possono fornirci enormi quantità di energia, senza neanche cambiare di molto le nostre abitudini “petrolifere” grazie al Biodiesel, e, tra tutte le piante possibili, quella che pare essere la candidata a riempire i nostri serbatoi è la Jatropha Curcas.
Forse non ancora troppo conosciuta ai più, sarà certamente la pianta leader nella produzione di combustibile verde.
Questo arbusto è originario del centro-america e viene coltivata in molte parti dell’asia e dell’africa, dove, i locali, hanno pensato bene di utilizzarla spesso come, pensate un pò visto che è tossica, recinzione vivente per proteggere orti e giardini dagli animali e, addirittura, per recintare tombe e cimiteri, in più è anche una pianta molto resistente agli ambienti aridi e quindi coltivabile in zone semidesertiche.
Ma, dai semi, si può trarre qualcosa di molto prezioso; essi contengono infatti per circa il 30-40% un olio non commestibile ma che, opportunamente trattato, può produrre un ottimo carburante,  e da un ettaro di piantagione si possono trarre  1,6 ton di olio, praticamente oltre quattro volte il carburante ottenibile dal seme di soia e circa dieci volte che dal mais.
Quest’olio non è adatto alla alimentazione umana per la presenza di cianuri ed altre sostanze irritanti, infatti se  ingerito provoca violenti effetti di diarrea e vomito.
Insomma questa pianta velenosa che cresce in zone aride, quindi non toglie neppure ettari alla coltivazione di piante alimentari, è l’ultima frontiera dei cercatori di energia, è così facile ottenere dalla Jatropha del carburante, anche per autotrazione, che viene da pensare come mai per anni abbiamo scavato buchi in giro per il pianeta, inquinandolo a più non posso.
L’energia è intorno a noi, nascosta anche in una pianta velenosa che borda aiuole e cimiteri e l’uomo ne può ottenerne quanta ne vuole, basta solo saper cercare.
Ben venga dunque il nuovo corso, grazie all’accelerazione impressa dalla nuova politica energetica degli stati uniti il mondo sarà costretto a guardare avanti e cercare la “buona energia” e, l’Europa, deve impegnarsi a fare altrettanto per non trasformarsi in una vecchia e abbandonata discarica [...]

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