Jazz, il suono del secolo

Nel film “The Terminal” di Steven Spielberg, del 2004, Tom Hanks è Viktor Navorski, cittadino di un’immaginaria nazione dell’Est europeo che finisce “prigioniero” , per ragioni politico-burocratiche, dell’aeroporto John Fitzgerald Kennedy di New York.
Ma che cosa ha spinto Viktor a fare quel viaggio? Suo padre, appassionato di jazz, trova un giorno su un quotidiano ungherese una fotografia che immortala 57 musicisti in strada a Harlem e nei quarant’anni successivi si impegna a collezionare gli autografi di ciascuno di loro.
Solo uno, al momento della sua morte, manca all’appello, quello di Benny Golson.
  Miles Davis (1944-1991), trombettista e compositore, grande innovatore del jazz // //--> La “missione” di Viktor è proprio recuperare quell’ultima firma per dare corpo al sogno di suo padre, solo quando l’avrà portata a termine, dopo aver assistito a un concerto di Benny Golson - che si vede veramente suonare qualche nota di “Killer Joe” - potrà finalmente tornare “a casa”.
Quella fotografia, scattata da Art Kane (1925-1995) è probabilmente lo “scatto” più famoso sul mondo del jazz.
Era il 12 agosto del 1958 quando i musicisti si riunirono per posare per la rivista “Esquire”: da New Orleans passando per Chicago, dallo Swing al Bebop, erano rappresentati tutti gli stili e le generazioni.
Da Luckey Roberts, pianista di Harlem, 71 anni, al giovane Sonny Rollins, che ne aveva 27.
Dovevano essere in 58, poi Willie “The Lion” Smith, stanco dell’attesa di quel clic, si spostò rinunciando così a entrare nella storia.
«Quando scoprii che ci sarebbe stata questa grande riunione» ebbe modo di raccontare tempo dopo Dizzy Gillespie, uno dei padri del Bebop, «dissi a me stesso “Ecco l’occasione per vedere tutti questi musicisti senza andare a un funerale”».
La storia raccontata da Spielberg nel film, la cui molla nascosta è la passione per il jazz, mette insieme tre elementi - la musica, quella musica, il cinema e la fotografia - in un intreccio che è il paradigma dell’influenza che il jazz seppe esercitare nei confronti delle altre espressioni artistiche.
Sarà un caso che il primo film sonoro della storia del cinema, anno 1927, con il bianco Al Jolson che interpreta un musicista di colore, sia “Il cantante di jazz?” Un abbraccio destinato a ripetersi tante volte, raggiungendo vette come “Ascensore per il patibolo”, opera d’esordio di Louis Malle con Jeanne Moreau, per il quale Miles Davis compone la musica guardando le immagini mentre scorrono.
“Il [...]

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