Jean Montalbano: Soggiorni perduti

Jean Montalbano
soggiorni perduti
 
Allorchè i benefici effetti dei trasporti avvicinarono le prigioni mediterranee (marsigliesi o algerine) l’amministrazione francese, per allontanare da occhi metropolitani certi spettacoli disgustosi, pensò bene di offrire ai condannati a lunghe pene un più definitivo viaggio di derelizione (l’Inghilterra, previdente, si serviva, all’uopo, dell’Australia). La Caienna, stabilita come luogo di detenzione nel 1852 per accogliervi gli oppositori del golpista Luigi Bonaparte il Piccolo, vide partire i suoi ultimi ospiti un secolo più tardi quando ormai le inchieste di un Albert Londres o le proteste degli stessi indigeni (“cancro schifoso sul volto deformato della Francia equinoziale” l’aveva definita nel 1937 il deputato Monnerville) ne avevano stabilito l’inconciliabilità col la grandeur della patria dei diritti. La studiosa Marion Godfroy ricorda nel suo recente Bagnards (éditions du Chène 2002, con documentazione fotografica dell’intricata vittoria ve...

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