Just Cavalli

Fast, l'essenza della serata.
La piccola porzione di morale instabile che custodisco.
Just Cavalli, of course.
Un racconto di una serata contro/versa, o semplicemente, di/versa.
Il punto d'inizio è fragile, tre trentenni, confuse, un aperitivo saltato, una di loro mai stata a Milano, e la voglia di provare la "city" un pò più fashion..Il mio inizio è stato, in realtà, alla Fausto Coppi, spostandomi in bici nell'inseguirle con minivestito, tacco 10, e parecchi commenti alle spalle.
Ma poi sono arrivata lì, al Just Cavalli.
Vorrei ribadire, non un posto qualunque, Just Cavalli.
Una torre luminosa verde e viola- discreta, insomma-, e -per le propensioni note dello stilista in fatto di creazioni tessili- maculato ovunque.
Si, avrei dovuro indossarlo un vestito leopardato, just for being in line.
Un occhio al trucco, un rossetto rosso, per sentirsi omologate all'atmosfera.
Scoprendo che, di fondo, l'atmosfera era molto variegata.
Bodyguard ovunque (con cui ho avuto conversazioni inverosimili che mi hanno portato ad asserire- un mio vecchio cavallo (!) di battaglia- che l'italiano è una lingua che ben si presta al teatro dell'assurdo), ragazze in mostra per poco, e 35 euro comprensive di un bollo "fast" tatuatomi sulla mano, e che ancora persiste, come un insegnamento o un monito.
Avvicinamenti, fughe, ri-avvicinamenti..." Cosa fai? Che ti offro? Ma sei con delle amiche? E comunque tu mi piaci.
E potrei amarti, sai" Osa un pò di più, no? Siamo al Just cavalli.
Un approccio troppo timido.
Per una con un tacco 10 che è più alta di quasi tutta la platea maschile che mi ha fermata.
Junk man, really.
Una capirosca, un sex on the beach ai frutti della passione, un negroni sbagliato ed un cosmopolitan, e poi in pista a ballare.
Schiacciate come sardine (spazi pensati in funzione del maschile, questo è evidente), Alessia (la mia conoscenza di tre ore prima) ed io abbiamo ballato per ore, in una piena liberazione del corpo.
Credo fosse per entrambe, ed in quel momento, un modo di non avere paura del buio e sicuramente di esorcizzare i fantasmi.
Ballare, Ballare per ore, sentire la musica dentro, anche se non è il tuo ritmo, non ti appertiene, ma ti libera.
Solo in parte, visto che esistono gli junk men (un pò troppi, un pò assillanti, un pò troppo ridicoli), che ti costringono a nuove coreografie di fuga, che mal si addicono alla tua voglia di sentire la sintonia ed il piacere del tuo corpo e del corpo della persona, in quel momento Alessia, con cui volevi percepire unità.
Eravamo noi due, solo noi due, per me.
In quel [...]

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