Ketty, una trans capeggiava gli Scissionisti

  Era sfuggito alla cattura due giorni fa.
In manette Ugo Gabriele, elemento di spicco del clan camorristico di Scampia dedito al traffico di droga     Ugo Gabriele NAPOLI - Una transessuale capeggiava una delle falangi del clan camorristico degli scissionisti di Scampia.
Un fatto che suona assolutamente inedito per la criminalità organizzata, non solo napoletana.
Si chiama Ugo Gabriele, ma si faceva chiamare Ketty: è stato arrestato oggi dai carabinieri nel quartiere di Secondigliano a Napoli e ritenuto dagli investigatori elemento di spicco del clan.
Il 27enne era sfuggito alla cattura due giorni fa quando su ordine della Dda napoletana erano scattate le manette ai polsi di 29 persone accusate di far parte di una rete di narcotraffico che dalla Spagna portava la droga a Scampia e da lì a diverse città italiane.
Oggi i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna (Napoli) lo hanno invece trovato in una casa di via Nuovo Tempio, alle spalle dell’aeroporto di Capodichino.
Secondo gli investigatori Gabriele, che con il nome di Ketty era anche dedito alla prostituzione, aveva un ruolo di spicco nell’organizzazione camorristica che coordinava il traffico di droga smantellato con un blitz notturno due giorni fa .
L'arresto di Ketty segna anche una cesura culturale rispetto al passato, remoto e recente.
La camorra, «'o sistema», maschilista e machista, ha infatti sempre rifiutato con sdegno qualunque associazione con la "diversità" sessuale.
Rifiuto tanto ostentato che ha fatto particolare scalpore il libro «Acqua storta» di Luigi Romolo Carrino, romanzo edito da Meridiano zero in cui l'autore descrive l'amore omosessuale tra un camorrista e un suo sottoposto, il cassiere del clan.
Carrino spiega: «All'interno del circuito camorristico può anche essere tollerata una storia omosessuale fatta solo di sesso, ma praticata, come dire, discretamente.
Mai invece potrebbe invece essere perdonata una relazione affettiva, l'innamoramento: se viene fuori non c'è modo di sopravvivere, si viene eliminati».
Di «Acqua storta» sono stati venduti i diritti cinematografici per una piccola casa di produzione.
E in questi giorni, ricorda Carrino, «sto adattando una versione per il teatro.
Certo - aggiunge - ancora una volta, con la storia del transessuale scissionista, la realtà dimostra di poter superare la fantasia in ogni istante».

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