Keynes e il capitalismo, note a margine

Girando da neofita tra i blog ne ho trovato uno che mi é parso interessante perchè pieno di scritti su argomenti non banali, suscettibili però, com'é naturale, di precisazioni o chiose volte a presentare divesi punti di vista.
Così, per quanto riguarda l'articolo "Keynes e il capitalismo", in cui,tra l'altro, non é del tutto chiaro se il titolare del blog si limiti a sintetizzare il contenuto del libro scritto dall'ex prlamentare Gorgio La Malfa o vi aggiunga sue considerazioni: -   é' da precisare innanzitutto che la spiegazione delle cause della crisi economica del 1929 fornita dal Keynes, nonchè l'indicazione dei comportamenti da tenere per uscirne, non hanno portata universale, ma riguardano in particolare gli Stati Uniti, posto che l'Italia, come tante altre nazioni, non aveva e tuttora non ha i beni  materiali e le risorse naturali ivi ipotizzati: all'epoca,infatti.
era ancora intenso il flusso migratorio dal nostro paese verso le Americhe; -   é', invece, riferita alla generalità l'affermazione secondo cui "il problema politico dell'umanità é quello di combinare tre cose:l'efficienza economica, la giustizia sociale e la libertà individuale"; -   non sembra, al contrario, che possa condividersi il presunto superamento del conflitto tra capitalismo e marxismo, se non come fatto storicamente attuale di vittoria del capitalismo sul comunismo reale, dato che Marx non ha la primogenitura del collettivismo come concezione politica e che non può ipotizzarsi che siffatta forma organizzativa dello stato sia destinata a scomparire per sempre; -   ugualmente non si può essere certi che i mercati siano sempre garantiti dalle normative e dalle organizzazioni di vigilanza volte ad evitare gli eccessi ed a favorire la corretta concorrenza; -   per altro verso é certo che la globalizzazione ha favorito lo sviluppo dei mercati ed ha aumentato la ricchezza complessiva dll'umanità, tuttavia é altrettanto certo che essa nei confronti delle masse delle popolazioni degli stati globalizzati si comporta secondo il funzionamento dei vasi comunicanti abbassando sempre più il livello delle disponibilità economiche delle classi lavoratrici.
         

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